Una giovane volontaria italiana è stata rapita in Kenya

Silvia Romano, giovane volontaria milanese, è stata rapita nel sudest del Kenya da un gruppo di uomini armati. Tutti gli aggiornamenti sulla vicenda.

Aggiornamento 20 novembre 2019 – Ad un anno esatto dal rapimento di Silvia Romano, entriamo in possesso di nuove informazioni sulle condizioni della ragazza. Sarebbe viva e si troverebbe in Somalia, nelle mani di un gruppo islamista legato all’organizzazione terroristica al-Shabaab. Lo hanno rivelato gli agenti del Raggruppamento operativo speciale dell’Arma dei Carabinieri, che stanno portando avanti delicate operazioni di intelligence per cercare di trarre in salvo la volontaria, originaria di Milano. Il sindaco della città, Beppe Sala, ha chiesto ulteriori sforzi da parte delle istituzioni.

Aggiornamento 26 novembre 2018 – La polizia keniota, fiduciosa che Silvia Romano sia ancora viva, ha arrestato la moglie ed il suocero di Said Adan Abdi, uno dei tre sospettati che le autorità stanno cercando di rintracciare. Lo riporta l’agenzia di stampa Ansa. A chiunque sia in grado di fornire informazioni preziose per il ritrovamento della ragazza è stata promessa una ricompensa in denaro.

Aggiornamento 22 novembre 201814 persone sono state arrestate per il rapimento della volontaria dopo un tentativo di linciaggio da parte degli abitanti di Chakama, in Kenya, che le ritengono complici del commando che ha sequestrato l’italiana e ferito dei bambini. Le forze dell’ordine stanno interrogando i sospettati nella speranza di ottenere informazioni utili a localizzare il covo dei rapitori. L’ipotesi che appartengano all’organizzazione terroristica Al-Shabaab sembra lasciare il posto alla convinzione che si tratti invece di “banditi”, come li ha definiti il capo della polizia Boinnet. Nel frattempo la viceministra degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Emanuela Del Re, ha confermato che la ragazza rapita è Silvia Romano, affermando nella trasmissione Radio Anch’io che la giovane volontaria “rappresenta il meglio della nostra società” ed esprimendo la sua vicinanza alla famiglia.

Silvia Romano volontaria italiana rapita in Kenya
Silvia Romano collabora con due onlus in Africa. A Milano insegna ginnastica artistica alle bambine © Silvia Romano/Facebook

 


Una ragazza italiana è stata rapita ieri sera a Chakama, nel sudest del Kenya, intorno alle 20:00 ora locale. Apparentemente si trovava lì come volontaria per un progetto di cooperazione internazionale della onlus marchigiana Africa milele. Un testimone, Chad Joshua Kazungu, ha raccontato all’agenzia di stampa Reuters di aver visto tre uomini armati di kalashnikov dirigersi verso l’abitazione della donna dopo aver ferito altre cinque persone, tra cui due bambini.

Ancora non si conoscono i rapitori, ma potrebbero essere terroristi

Lilian Sora, presidente della onlus, ha spiegato che il rapimento è avvenuto in una zona del Kenya dove eventi di questo genere sono molto rari e non ha idea di quale sia il motivo di quanto accaduto: “Sono basita, non ho più lacrime per piangere e sono sconvolta dalla notizia”. Il capo della polizia, Joseph Boinnet, ha confermato che l’identità degli aggressori è ancora ignota, ma secondo quotidiani locali potrebbe trattarsi di un commando appartenente alle milizie di al-Shabaab, gruppo terroristico di matrice islamica attivo soprattutto in Somalia.

Chi è Silvia Romano, la volontaria italiana che si crede sia stata rapita in Kenya

La procura di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine mentre l’unità di crisi della Farnesina sta lavorando a stretto contatto con l’ambasciata italiana a Nairobi per tenere costantemente aggiornata la famiglia della volontaria. Secondo il Corriere della sera si tratterebbe di Silvia Romano: “Una ragazza appassionata, bravissima. Era già alla sua seconda esperienza di volontariato in Kenya”, racconta una collega della 23enne che insegna ginnastica artistica in una palestra di Milano.

Romano si è laureata in mediazione linguistica per la sicurezza e la difesa sociale con una tesi sulla tratta degli esseri umani; collabora anche con la ong Orphans’s dreams che ha costruito un orfanotrofio nel villaggio di Likoni. L’italiana ha avviato una raccolta fondi online per ampliare l’edificio in modo che, come scrive lei stessa, “possa accogliere un maggior numero di bambini che attualmente vivono nella discarica di Mombasa in condizioni estremamente pericolose per la loro salute”.

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