Kodo, il celebre gruppo di percussionisti giapponesi arriva in Italia al ritmo di tamburi taiko

Lo spettacolo dei percussionisti giapponesi Kodō arriva a Roma e Milano al ritmo degli antichi tamburi giapponesi taiko. Il One Earth tour 2018: evolution è un suggestivo incontro tra Oriente e Occidente e tra passato e presente.

Scoprire ed entrare in contatto con culture e mondi lontani attraverso l’arte è un’esperienza di grande fascino. Ecco perché mezzi privilegiati come il teatro e la musica possono rivelarsi occasioni davvero uniche e imperdibili, per oltrepassare le barriere spazio-temporali e immergersi in atmosfere nuove e suggestive. Una di queste è quella offerta dagli straordinari percussionisti giapponesi Kodō con il loro One Earth tour 2018: evolution. Uno spettacolo scandito dal ritmo degli antichi tamburi taiko e da performance vocali e danzanti che quest’anno arriverà anche in Italia, con due tappe previste il 9 marzo a Roma all’Auditorium parco della musica e l’11 e 12 marzo a Milano al Teatro Dal Verme.

Kodō, i percussionisti giapponesi suonano al ritmo del cuore

Kodō è un celebre ensemble di artisti e musicisti giapponesi che dal 1981 è considerato uno dei principali portavoce della cultura nipponica in Occidente. Basti pensare che in questi 37 anni sono stati 3.800 i concerti tenuti dal gruppo nei cinque continenti. Una suggestiva curiosità è il significato stesso del nome Kodō: una parola che in giapponese indica il battito del cuore. Proprio a questo suono vitale assomiglia, infatti, quello prodotto dai grandi tamburi taiko, capaci, si dice, con le loro note profonde di cullare i bambini, ricordando quel battito rassicurante percepito nel grembo materno. Non solo: Kodō significa anche “bambino del tamburo” e allude al desiderio di questi musicisti di “suonare con la semplicità e l’animo puro dell’infanzia”.

Leggi anche: Kodo, l’antica arte giapponese di suonare i tamburi tradizionali taiko

kodo tamburo taiko spettacolo
Il gruppo Kodō che esegue un pezzo dal nome “Yatai-bayashi” con tamburi taiko, nel 2007 © Wikimedia

One Earth tour 2018: evolution, le novità

Evolversi cercando un punto di contatto tra passato e presente e, in qualche modo, tornando alle proprie origini. È questo l’approccio del nuovo spettacolo di Kodō che porta in scena diverse novità. Tra queste l’introduzione delle donne nella compagnia che danzeranno e canteranno facendo fluttuare le loro gonne nere. Nuove leve e veterani si esibiranno con il tamburo piatto, l’hirado, e altri tipi di percussioni, come il nagado taiko (tamburo di forma allungata), l’okedo taiko (a forma di barile), i timpani e anche i melodici flauti di bambù. Unici colori in scena sono il bianco e il nero dei costumi che vedranno un rinnovamento, escludendo le tradizionali fasce annodate sulla fronte, le casacche da lavoro giapponesi e i perizomi. Un approccio estetico volutamente meno folkloristico e più minimalista.

Gli estimatori e i puristi del genere avranno però la loro soddisfazione grazie alla reintroduzione dell’o-daiko, il gigantesco tamburo diventato il simbolo stesso del gruppo e che dal 2013 era stato accantonato dal direttore artistico Tamasaburo Bando. Una rottura radicale col passato pensata per dare spazio alla nuova generazione di artisti e che ora viene risanata per volontà dello stesso Bando. Uno sguardo al passato, per andare verso il futuro in modo nuovo.

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Il grande tamburo o-daiko, suonato dai percussionisti giapponesi Kodō nel loro One Earth tour 2018: evolution

Tamasaburo Bando, chi è il direttore artistico di Kodō

È un nome importante nel panorama artistico giapponese quello di Bando che dal 2012 guida l’ensemble di percussionisti. Impegnato come regista teatrale e cinematografico e considerato il più grande onnagata del Giappone, ovvero attore specializzato in ruoli femminili nel kabuki (forma tradizionale di rappresentazioni teatrali risalente al 1600). Un talento tale da condurre il governo del suo paese a proclamarlo “Tesoro nazionale vivente” nel 2012 e da vedergli riconosciuta la massima onorificenza francese di comandante dell’ordine delle arti e delle lettere nel 2013.

La sua decisione di reinserire il monolitico o-daiko nella performance si inserisce perfettamente in quella che è la missione dichiarata di Kodō, ovvero “preservare e innovare la tradizionale arte giapponese delle percussioni”. Missione che la compagnia porta avanti alternando periodi di preparazione e studio nell’isola di Sado (dove si trova la sede), a lunghi mesi di tournée in giro per il mondo. Un’occasione preziosa per aprirsi a nuove influenze artistiche, capaci di stimolare sempre nuove forme espressive.

Questa volta anche l’Italia avrà la sua. Il One Earth tour 2018: evolution del gruppo di percussionisti giapponesi Kodō arriva il 9 marzo a Roma all’Auditorium parco della musica nella Sala Santa Cecilia alle ore 21:00, e l’11 e 12 marzo a Milano al Teatro Dal Verme alle ore 20:30.

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