L’11 dicembre è la Giornata internazionale della montagna

L’edizione del 2019 sottolinea la necessità di riportare i giovani tra le montagne, affinché si prendano cura delle loro risorse naturali e culturali.

Fin dagli albori dell’alpinismo il rapporto con la montagna ha assunto i contorni di una sfida. Contro le pareti verticali e le forze della natura, considerata né buona né cattiva, bensì indifferente. Voler a tutti i costi antropomorfizzare l’ambiente è sbagliato, ma può essere altrettanto sbagliato sostenere che la natura sia una semplice spettatrice super partes, essa ci parla e ci consiglia, ma forse non siamo più in grado di ascoltarla. Proprio per ascoltare la sua voce lasciamo le pianure e i centri urbani, attraversiamo i boschi e scaliamo le montagne, alla ricerca di quel filo che si è spezzato tanto tempo fa. Le montagne, potenzialmente terribili e pericolose, ricordano all’uomo la sua piccolezza e la sua imperfezione e, soprattutto, che non è il centro del mondo.

Trekking sull'Himalaya
Le montagne coprono circa il 27 per cento della superficie terrestre e hanno un ruolo fondamentale nella crescita economica sostenibile © Ingimage

Perché celebriamo le montagne

Le montagne coprono circa il 27 per cento della superficie terrestre (in Italia quasi la metà del territorio, il 47,5 per cento) e hanno un ruolo fondamentale nella crescita economica sostenibile. L’11 dicembre si celebra la Giornata mondiale della montagna, istituita dalle Nazioni Unite nel 2002, in occasione dell’Anno mondiale delle montagne, ed entrata in vigore nel 2003. L’obiettivo della giornata è far aumentare la consapevolezza dell’importanza delle montagne per la salute del pianeta e per il benessere di miliardi di persone.

Montagne sempre più deserte

A causa sia delle difficili condizioni di vita che dell’assenza di lavoro e servizi adeguati, sempre più persone abbandonano le montagne e si spostano nei centri urbani. Lo spopolamento delle aree montane comporterà una perdita inestimabile in termini di fornitura di servizi ecosistemici e conservazione dell’agrobiodiversità, oltre che l’estinzione di numerose culture forgiatesi tra il vento, la neve e gli animali selvatici. Per invertire questa tendenza sono necessari investimenti e politiche in grado di alleviare le dure condizioni di vita delle comunità montane.

Lasciate che i giovani tornino in montagna

In particolare è necessario favorire il ritorno dei giovani in montagna, affinché possano rivitalizzare queste aree e prendersi cura delle loro minacciate risorse naturali. Il tema dell’edizione del 2019 è Mountains matter for youth, ed evidenzia proprio la necessità di riportare le montagne e i loro abitanti al centro dei piani di sviluppo nazionali e internazionali, e per farlo occorre l’impegno e la ritrovata sensibilità ambientale delle giovani generazioni. Vivere in montagna può essere difficile, ma il numero di giovani stufi dell’alienazione delle città e disillusi dall’insostenibile modello di sviluppo dei centri urbani, è in crescita. Per favorire questo ritorno alle terre alte servono però investimenti, opportunità di lavoro e servizi pubblici.

 

Cosa possiamo fare noi per le montagne

Le grandi decisioni vengono inevitabilmente prese da governi e grandi associazioni, ognuno di noi però può, nel suo piccolo, restituire qualcosa alle montagne. Raccogliere i rifiuti che troviamo sul sentiero (sì, esiste ancora gente che ne getta a terra), cercare per quanto possibile di non danneggiare la flora e la micro fauna, muoversi in piccoli gruppi per non disturbare gli animali. La montagna lo apprezzerà e,chissà, magari riuscirete a sentire la sua voce.

Le precedenti edizioni

 

Edizione 2018

Il tema scelto per l’edizione del 2018 era #MountainsMatter, con l’obiettivo di evidenziare la cruciale importanza rivestita dagli ecosistemi montani e la nostra dipendenza da essi. Le montagne, ci ricorda la Fao, forniscono tra il 60 e l’80 per cento di tutta l’acqua dolce a livello globale, tuttavia i cambiamenti climatici stanno riducendo drasticamente la superficie dei ghiacciai, mettendo a rischio l’approvvigionamento idrico. Le montagne sono inoltre preziose alleate nella prevenzione dei disastri naturali e sono un’importante risorsa economica, attirano infatti circa il 15-20 per cento del turismo globale grazie alla loro grande diversità naturalistica e culturale.

Le montagne sono importanti anche dal punto di vista alimentare, dato che ospitano una vasta biodiversità agricola, a loro dobbiamo alimenti come riso, patate, quinoa e orzo. Grazie alla loro asperità e alle difficili condizioni ambientali le montagne sono state, in parte, risparmiate dal devastante impatto antropico che si è abbattuto sulle pianure. Per questo sulle montagne hanno trovato riparo antiche comunità indigene, che mantengono vive preziose conoscenze e tradizioni, al riparo dall’influenza della cultura di massa, e numerose specie animali e vegetali. Le montagne ospitano infatti circa un quarto della diversità biologica terrestre, tra cui spiccano specie uniche e minacciate, come il gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei) e il leopardo delle nevi (Panthera uncia).

Edizione 2017

Il tema dell’edizione del 2017 era “Montagne sotto pressione: clima, fame e migrazione” ed evidenziava l’enorme impatto negativo che i cambiamenti climatici hanno sugli ecosistemi montani, ritenuti dalla Fao i primi indicatori del riscaldamento globale. Il degrado degli ambienti montani ha gravi ripercussioni sia sulle persone che vino ad alta quota, quasi un miliardo, che su gran parte del resto del mondo, visto che oltre la metà della popolazione umana dipende dalle montagne per l’acqua, il cibo e l’energia pulita. L’aumento delle temperature sta infatti provocando lo scioglimento dei ghiacciai ad un ritmo mai registrato prima, mettendo a rischio l’approvvigionamento di acqua dolce a valle per milioni di persone. Anche la sicurezza alimentare di quasi 330 milioni di persone che vivono sulle montane è minacciata dalle catastrofi naturali acuite dai cambiamenti climatici.

Edizione 2016

Il tema del 2016 era “le culture montane: celebrare la diversità e rafforzare l’identità”. La Giornata internazionale della montagna 2016 ha rappresentato un’occasione per mettere in luce la varietà e la ricchezza delle culture delle regioni montane, promuovere le molteplici identità culturali di queste zone e assicurare che i diritti delle popolazioni indigene siano riconosciuti e che le tradizioni sopravvivano.

Edizione 2015

Il tema dell’edizione del 2015 era  “Promuovere i prodotti della montagna per migliorare le condizioni di vita”. L’obiettivo è quello di evidenziare l’importanza dei vari prodotti, prevalentemente alimentari, realizzati dalle comunità montane. Famiglie di agricoltori, nel corso delle generazioni, hanno sviluppato sistemi di produzione unici, resilienti e sostenibili plasmati sui rispettivi ambienti, adatti alla produzione di specifici prodotti e servizi, altamente diversificati.

Agricoltore del Vietnam
In montagna l’agricoltura ha un ruolo fondamentale per la corretta gestione del territorio, la conservazione della biodiversità, il contrasto all’abbandono e l’economia locale © Ingimage

L’agricoltura di montagna non può certo competere con i volumi di produzione dell’agricoltura di pianura, ma può rivolgersi ai mercati di nicchia, come il biologico e il commercio equo e solidale. Questi aspetti rappresentano un ulteriore incentivo per proteggere le montagne, minacciate soprattutto dai cambiamenti climatici, dalla deforestazione e dal degrado del suolo.

Oltre un secolo fa John Muir, quando ancora le montagne non erano meta di cittadini stressati, invitava le persone a godere del loro potere lenitivo e consolatorio. “Salite sulle montagne e ascoltate la loro voce. La pace della natura vi avvolgerà come la luce del sole gli alberi. Il vento vi infonderà freschezza e le tempeste forza, e le preoccupazioni voleranno via come foglie d’autunno”.

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