Meditazione orientale e meditazione occidentale a confronto

Meditazione orientale e meditazione occidentale hanno due punti di vista completamente diversi: una tende al divino, l’altra all’autoconoscenza

In Oriente, soprattutto (e parzialmente anche in Occidente) si tendeva, nel passato, a voler raggiungere la divinità. In Occidente, nell’epoca moderna, prioritario è conoscere se stessi, per rendersi più adatti al mondo e alla vita; a volte, per diventare migliori.

La meditazione orientale

In Oriente la meditazione si è sviluppata maggiormente nel passato, remoto anche di migliaia di anni; e trova le sue radici nelle tradizioni filosofico-psicologiche (da cui derivano le religiose) di varie civiltà. Per esempio, in quella che conduce verso lo sviluppo della percezione dell’inconscio collettivo (in Cina, sia con il libro dei 64 esagrammi: “I Ching” che con quello dei princìpi e delle regole “Tao Te King”); o nell’altra, di derivazione sciamanica e buddista, che prepara ai mondi paralleli (in Tibet, con il libro Tibetano dei morti: della vita dopo la vita) o, infine, in quella che applica alla vita la scienza della medicina spirituale (in India, lo yoga e la medicina ayurvedica). In Oriente la meditazione, tramandata dal passato, continua a produrre numerosi fiori – ma pochi giganti – nella pienezza e decadenza dell’età medioevale e moderna.

La meditazione occidentale

In Occidente, la meditazione è sbocciata nel passato prossimo del primo cristianesimo e di quello medioevale; per rifiorire – dopo l’inverno Illuministico – nell’epoca attuale, attraverso la psicologia: la prima del ‘900 e, sopratutto, in quella moderna. Le antiche tradizioni misteriche occidentali, greche ed ebraiche (Kabbala) e le cristiane (ortodosse e cattoliche) hanno lasciato i loro “geni mentali” nella cultura della meditazione moderna. Però la meditazione occidentale deriva soprattutto da modelli di origine scientifico-sperimentale, dai quali si sono dedotte possibilità operative, tecniche, sperimentazioni in laboratori – soprattutto universitari – dalle quali sono derivate casistiche pratiche: e da tutto ciò una “teoria pratica”.

A volte, tuttavia, essa trova la sua origine in importazioni, ove è visibile il marchio orientale nell’opera di scienziati occidentali (training autogeno) o dei filosofi orientali trapiantati in Occidente (meditazione trascendentale), o nelle tecniche meditative dello sciamanesimo asiatico e sudamericano che provengono invece direttamente dal passato.

Articoli correlati