La pizza italiana non è junk food

Capita di vedere la pizza inclusa nel novero del junk food, spulciando alcuni siti internet americani. Per un italiano questa cosa è incomprensibile. Chiariamo il perché.

Campeggia una foto di una pizza ai peperoni sotto il titolo “Cos’è il junk food”, su wisegeek.com, e sharecare.com titola “Worst Junk Food #1: Pizza”. L’inglese The Mirror nel novembre 2013 raccontava la storia di una ragazza “drogata di junk food” che si nutriva esclusivamente di cheeseburger, patatine e… pizza.

La definizione di junk food

Non esiste un elenco governativo ufficiale di junk food, ma si può sommariamente definire tale – secondo l’Encyclopedia of Junk Food and Fast Food di Andrew F. Smith – ogni preparazione alimentare con un contenuto squilibrato di grassi saturi o trans, zucchero o carboidrati raffinati, aromi, coloranti. Niente vitamine, niente fibre, niente minerali.

Il termine fu coniato da Michael F.Jacobson, fondatore del Center for Science in the Public Interest che, nel 1972, scrisse: “Le bibite sono la quintessenza del junk food, tutto zucchero e calorie senza nessun nutriente. Gli americani stanno affogando nelle bibite”. C’è un dato preoccupante: il consumo dei prodotti alimentari ricchi di calorie vuote (ipercalorici e con pochissimi nutrienti), senza principi attivi, pieni di coloranti e sostanze chimiche, cresce a vista d’occhio, di anno in anno, e sul tema continua ad esserci molta disinformazione.

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Nel mondo angloamericano pare comunemente assodato che la pizza rientri in pieno nel mucchio del junk food

A leggere gli ingredienti delle nuove pizze presentate quest’inverno da Pizza Hut Canada, non si fatica a capire il perché. Lì hanno inaugurato la pizza alla poutine di manzo, ovvero con patatine fritte, formaggio e carne rossa, quella al bacon con sciroppo d’acero, quella al pollo con formaggio cremoso. Pizza Hut in Cina offre una pizza con su hot-dog, tempura di gamberi e maionese.

In effetti alcuni ingredienti delle pizze industriali o di quelle che si fanno in America non sono molto salubri.
In effetti alcuni ingredienti delle pizze industriali o di quelle che si fanno in America non sono molto salubri.

In effetti le pizze surgelate spesso sono realizzate con farina industriale, che si ottiene tramite macinazione industriale del chicco di grano, privato del germe (cuore del chicco) e della crusca (parte esterna, ricca di fibre), con impoverimento della materia prima. La farina raffinata è ricchissima di zuccheri, fortemente depauperata, ma ha il vantaggio di mantenersi a lungo. Il consumo di farina industriale è associato ad un aumento della glicemia, incremento dell’insulina e, nel tempo, all’accumulo di grassi depositati.

La pizza salutare di Mike Lean, University of Glasgow

Alcuni, con più accortezza, notano che alcuni piatti come hamburger, pizza e tacos possono essere considerati alternativamente salubri o infausti a seconda dei loro ingredienti, della preparazione e del confezionamento.

Nel 2013 un team di ricerca è stato assoldato in Scozia dall’azienda Eat Balanced per comporre un nuovo set di ingredienti per una pizza perfettamente bilanciata. Il team, guidato dal nutrizionista Mike Lean della University of Glasgow, con Emilie Combet, Amandine Jarlot e Kofi Aidoo della Glasgow Caledonian University, ha notato che, nella sua ricetta tradizionale, la pizza “dovrebbe essere un pasto con pochi grassi, una porzione buona di vegetali e con ingredienti associati a una miglior salute cardiovascolare”. In realtà, per motivi commerciali, gran parte delle pizze “hanno più sale e grassi del desiderabile e difettano di vitamine e minerali essenziali”. La ricerca si è conclusa con la creazione di una nuova ricetta di pizza che contiene il 30 per cento di tutti gli elementi nutritivi giornalieri necessari, cioè un pasto perfetto: con farina integrale, poco sale, aggiunta nel condimento di alghe scozzesi per dare vitamina B12, iodio, fibre, e peperoncino per un pizzico extra di vitamina C.

La pizza perfetta per la salute è la nostra

Tranne le alghe, questi sembrano esattamente gli ingredienti di un’autentica, cara, vecchia pizza italiana.

I suoi segreti di salute stanno nella pasta ben lievitata che riduce la necessità di sale, l’abbondante mestolo di pomodoro ricco di licopene, la spolverata di mozzarella fiordilatte o di bufala che grazie ai suoi grassi migliora l’assorbimento degli antiossidanti, l’olio extravergine d’oliva a crudo colmo di acidi grassi monoinsaturi, polifenoli e vitamina E, erbe aromatiche, peperoncino.
Gli ingredienti della pizza, autentici, sono salutari

I suoi segreti di salute stanno nella pasta ben lievitata che riduce la necessità di sale, l’abbondante mestolo di pomodoro ricco di licopene, la spolverata di mozzarella fiordilatte o di bufala che grazie ai suoi grassi migliora l’assorbimento degli antiossidanti, l’olio extravergine d’oliva a crudo colmo di acidi grassi monoinsaturi, polifenoli e vitamina E, erbe aromatiche, peperoncino.

Leggi anche: La storia della pizza, dal Neolitico al riconoscimento Unesco

È questo il motivo per cui uno studio pubblicato nel 2004 sull’European Journal of Clinical Nutrition ha dimostrato che se si mangia pizza più di due volte alla settimana, il rischio d’infarto si riduce a meno della metà. Secondo un altro studio pubblicato sull’International Journal of Cancer il piatto simbolo della cucina italiana riduce le probabilità di tumore all’apparato digerente, grazie al condimento a base di pomodoro. Non ha questi effetti, il junk food.

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