La rivincita dei pipistrelli

“Succhiano il sangue, si attaccano ai capelli, portano sfortuna”… assurde superstizioni che vogliamo sfatare per riabilitare l’unico mammifero volante al mondo. E salvarlo dall’estinzione.

Questo è l’anno del riscatto per questi splendidi mammiferi
alati: l’Anno Internazionale del Pipistrello,
proclamato dall’Onu per il 2011-2012.

Cominciamo demolendo le superstizioni. In effetti ci sono tre
specie di pipistrelli che si nutrono di sangue, anche se
perlopiù attaccano animali domestici: il vampiro di Azara
(Desmodus rotundus), il difillo senza coda (Diphylla
ecaudata
) e il vampiro amazzonico (Diaemus youngi).
Però su più di 1.100 specie esistenti in tutto il
mondo è ingiusto giudicare un’intera famiglia basandosi su
soli tre membri. La storia secondo la quale si attaccano ai capelli
è una leggenda metropolitana. Basta basarsi su dati
empirici: vi è mai capitato? Per quanto riguarda il
malocchio a cui sono connessi è inutile parlarne, mera
superstizione.

 

La verità è che i pipistrelli sono animali
innocui, anzi sono un valido alleato dell’uomo. Innanzitutto sono
un eccellente rimedio contro le zanzare, di cui molte specie si
nutrono. Un singolo pipistrello arriva a mangiare fino a duemila
zanzare e diecimila moscerini a notte. Una colonia, composta
solitamente da alcune migliaia di individui, si nutre di circa
dieci chilogrammi di insetti ogni notte. Svolgono inoltre un ruolo
chiave nell’agricoltura nutrendosi di parassiti.

 

È possibile sfruttare le loro qualità di
“cecchini” acquistando una batbox. Si tratta di una scatola di
legno progettata dai ricercatori del Museo di storia naturale di
Firenze che, adeguatamente installata, potrebbe diventare la dimora
di un pipistrello. L’iniziativa, partita nel 2010, è anche
un’operazione simpatia nei confronti di animali generalmente
bistrattati. In Italia abbiamo 35 specie di pipistrelli, molte
delle quali a rischio estinzione.

 

Oltre all’importante ruolo di “killer di zanzare” i
pipistrelli sono affidabili indicatori dello stato di salute
dell’ambiente. Sono molto sensibili all’inquinamento e ai
cambiamenti climatici.

 

Per capire quanto siano straordinari basti pensare che sono
gli unici mammiferi in grado di volare. Sono meraviglie della
biologia: volano con le mani e vedono con le orecchie. Le loro
“mani” si sono evolute in ali: una sottile membrana è tesa
fra le lunghe ossa delle dita. I pipistrelli non hanno una buona
vista, ma compensano questo difetto con un udito eccellente.
Emettono ultrasuoni, simili a un segnale sonar, che rimbalzano su
ostacoli e prede consentendo all’animale di localizzarli.

 

Si ha di solito un’immagine stereotipata di questo animale,
bollato come “topo con le ali”. Esiste invece un’incredibile
varietà, dalle fattezze e forme più variegate. Si va
dal minuscolo pipistrello calabrone (Craseonycteris
thonglongyai
), il più piccolo mammifero del mondo: pesa
circa 2 grammi ed è lungo tre centimetri. Fino ad arrivare
alla volpe volante (Pteropus vampyrus), il pipistrello
più grande esistente con un’apertura alare di 170
centimetri.

Spesso le superstizioni e i miti hanno danneggiato gli animali
nell’antichità, e continuano tutt’ora. Basti pensare a
tigri, rineoceronti e orsi sterminati per ricavarne fantomatici
farmaci per la medicina tradizionale orientale. O ancora il falco
pecchiaiolo (Pernis apivorus), vittima di bracconaggio
ogni qualvolta sorvola lo stretto di Messina. La credenza vuole che
chi non spari a questo rapace sia un “cornuto”.

Speriamo che i pipistrelli sconfiggano le superstizioni.
Giudichiamoli per quello che sono: creature spesso schive e
innocue, che popolano questo pianeta da più tempo di noi e
vivono in armonia con esso.

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