Le diverse anime delle arti marziali

Finalit

Tre sono i metodi che generalmente vengono presi come punto di
partenza per caratterizzare diverse discipline marziali:

Il primo metodo per creare corpi atleticamente
forti, robusti e flessibili, attraverso costanti e mirati
allenamenti ginnici.
Di contro spesso legamenti, giunture e ossa
subiscono traumi che si fanno sentire soprattutto in tarda
età o quando si smette l’allenamento.
Questo tipo di pratica tende per lo più a formare solo
atleti ben preparati ponendo in secondo piano il vero spirito
marziale ed esaltando in modo eccessivo l’aspetto corporeo.

Nel secondo metodo si ritrovano quelle arti che
attraverso lo studio del movimento fanno apprendere come sfruttare
al meglio il corpo stesso.
Questo si può ottenere solo con movimenti che tendono alla
morbidezza e
flessibilità
per poi concentrare tutta la forza
in uno spazio/tempo molto piccolo.
Queste discipline possono essere praticate per molte ore
consecutive.
Di contro queste arti possono rimanere troppo legate allo studio
del gesto in sé, cioè alla tecnica, perdendo la loro
applicabilità nella vita quotidiana.

Il terzo metodo abbraccia quelle discipline che
attraverso lo studio della concentrazione permettono di superare le paure del
corpo
e quindi di affrontare con il giusto distacco e
abbandono situazioni di pericolo.
Di contro richiedono molti anni di studio e una pratica
continuativa.

Alessandro
Ormas

Insegnante di Kobudo, IV dan Hontai Yoshin
Ryu

 

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