L’ecologia in tre parole

Per definire l’ecologia, l’Enciclopedia Britannica dice “studio delle relazioni tra gli organismi e l’ambiente. Alcuni dei più pressanti problemi dell’umanità – espansione demografica, carenza di cibo, inquinamento, surriscaldamento globale, estinzioni di specie animali e vegetali con tutte le questioni sociali correlate – sono in un certo grado problemi ecologici”. Io uso tre parole.

Ambiente.

Una volta un amico mi ha detto: “Guardiamo sulla luna e non ci accorgiamo che sotto i nostri piedi, la Terra sta marcendo “. Questa frase mi è tornata in mente oggi mentre leggevo la notizia che alcuni ricercatori hanno trovato pesticidi nell’ acqua piovana. I fiumi, i mari, gli oceani e tutto il pianeta sono a rischio e sono in pericolo la nostra salute, il nostro benessere fisico e interiore. Tutto l’ ecosistema rischia di perdere il suo equilibrio e la crisi economica che è il frutto di un ” sistema ” improntato solo sul ” materiale ” non ci sta aiutando perchè molti di noi con la paura di perdere parte di quel materiale conquistato hanno concentrato il loro interesse verso il ” nadir ” mondo nel quale ci sono solo le cose, il materiale; mentre trascurano lo ” Zenit ” mondo della spiritualità, dei valori, dei pensieri e della coscienza. Il processo di recupero dell’ ambiente passa obbligatoriamente attraverso la rinascita dello “Zenit”.

Biologico.

Alcuni credono che biologico voglia dire “proveniente da coltivazioni o fabbricato, senza l’ uso di pesticidi o prodotti chimici” e che vada consumato perché ci farà vivere più a lungo. Forse questo è solo il concetto esteriore e che tutto sommato può anche andare bene come slogan pubblicitario per avvicinare “gli infedeli” cioè coloro che vivendo nella loro amoralità riescono a cogliere solo il lato pratico delle cose. Biologico è in armonia con la logica della vita, è a misura d’ uomo e d’ ambiente , è come abbiamo vissuto per milioni di anni, è il mondo in cui è nata la vita e ci siamo evoluti dal primo atomo sino a diventare degli organismi viventi così complessi propri di tutto il mondo animale e vegetale. Dobbiamo diffonderlo per promuovere la nascita di una coscienza ecologica che via via crescerà e diventerà “la coscienza”, filtro dal quale passa ogni gesto e non permetterà la vittoria del male.

Consapevolezza.

La prima “trappola” in cui si cade senza la consapevolezza è l’amoralità. Ciò che distingue l’ amorale dall’ immorale è la consapevolezza di esserlo. Il qualunquismo è amorale e lo è anche vivere senza porsi delle domande e non voler vedere le cose in modo introspettivo. Credo che la consapevolezza sia semplicemente… renderci conto, entrare in contatto con il nostro mondo interiore, con la nostra coscienza, senza pudori, senza falsità, e con onestà prendere visione della vita e capire che dobbiamo fare qualche cosa per un mondo migliore. Che non è sufficiente lamentarsi e basta, aspettando che qualcun’altro lo faccia al posto nostro. Tutti possiamo contribuire al progresso di una vera civiltà se consapevoli che solo attraverso la crescita delle coscienze passa la soluzione a tutti i nostri problemi.

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