Coronavirus

Cambiamenti climatici e Covid-19, è tempo per l’ambizione e per l’azione

La lettera – in esclusiva su LifeGate – di Sergio Costa, ministro dell’Ambiente italiano, e di Alok Sharma, presidente della Cop 26 di Glasgow, invita tutti i governi ad unire le forze contro crisi climatica e coronavirus.

Sergio Costa, ministro dell’Ambiente, del Territorio e del Mare, Italia
Alok Sharma, presidente della Cop 26 e sottosegretario del department for Business, Energy & Industrial strategy, Regno Unito

Il mondo si trova oggi di fronte a una sfida straordinaria. La Covid-19 ha causato un impatto devastante in tutto il pianeta e nel momento in cui scriviamo la tragedia ha coinvolto centinaia di migliaia di persone. E purtroppo non è finita.
Lo sconvolgimento dell’economia globale ha lasciato milioni di donne e uomini e migliaia di imprese con un futuro incerto. Oggi i nostri governi, come molti altri, sono giustamente concentrati a salvare vite e a preparare la difficile fase di ricostruzione che ci aspetta.

BANGKOK, THAILAND - SEPTEMBER 20:  Thai people take part in a "die-in", where strikers lie on the ground and pretend to die, symbolising the impact of climate change in front of the Ministry of Natural Resources and Environment on September 20, 2019 in Bangkok, Thailand. Hundreds of Thai students, adults and foreigners joined together on Friday as part of a global mass day to demand action on climate change. The movement was inspired by Swedish teenager and climate activist, Greta Thunberg. Climate Change Bangkok delivered an open letter to the Ministery of Natural Resources demanding the government declare a climate emergency and commit to complete the phasing out of coal. (Photo by Lauren DeCicca/Getty Images)
Un’attivista per il clima thailandese partecipa a un sit-in a Bangkok © Lauren DeCicca/Getty Images

L’Earth day, la Giornata della Terra, che oggi compie 50 anni, ci ricorda che lo stesso livello di attenzione globale e di determinazione ci è richiesto per risolvere un’altra grande sfida, quella dei cambiamenti climatici. Sia che viviamo al nord o al sud, all’est o all’ovest, condividiamo tutti un unico pianeta. È importante ricordare, in un giorno come questo, che i nostri destini sono intrinsecamente collegati.

Non potevamo prevedere gli eventi di cui siamo ora testimoni quando, lo scorso settembre, il Regno Unito – in partenariato con l’Italia – riceveva il mandato di organizzare la cruciale conferenza Cop 26 a Glasgow e gli eventi preparatori a Milano: la Pre Cop e Youth 4 climate).

Pur se si è dovuto rinviare al prossimo anno il vertice e gli eventi preparatori, Italia e Regno Unito continueranno a lavorare instancabilmente per accrescere l’ambizione globale necessaria a contrastare la crisi climatica. Quando ci riuniremo per la conferenza, avremo bisogno che rappresentanti di tutti i Paesi siano presenti e che decisori, delegati e giovani partecipino da ogni parte del mondo, per renderla il più ambiziosa e inclusiva possibile.

Per un reale cambiamento, è necessario che tutto il mondo si attivi.

I Paesi devono impegnarsi a ridurre in misura ambiziosa le emissioni di CO2 e dobbiamo continuare a intensificare l’azione per il clima in tutto il mondo per raggiungere l’obiettivo dell’Accordo di Parigi di limitare l’aumento della temperatura ben al di sotto di 2 gradi centigradi e di perseguire il limite di 1,5 gradi.

Questo è importante per la salute globale e per le nostre economie. Piani per il clima credibili e ambiziosi, sotto forma di contributi determinati a livello nazionale (i cosiddetti Ndc), e strategie di lungo periodo per arrivare a zero emissioni nette di gas a effetto serra, sono quindi essenziali.

L’Italia in ambito europeo e il Regno Unito sono impegnati a lavorare su Ndc rafforzati. Facciamo appello a ogni Paese affinché agisca e segua l’esempio delle Isole Marshall, del Suriname, della Norvegia e del Cile, attuale presidente della Cop.

Di qui alla Cop 26, verranno avviati sforzi per ricostruire l’economia globale. Riteniamo che questi sforzi debbano incentrarsi sul sostegno a una ricostruzione verde, inclusiva e resiliente, sviluppando i principi dell’Accordo di Parigi e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Lavoreremo insieme per fare fronte alle sfide, fra di loro connesse, della salute pubblica, dei cambiamenti climatici e della biodiversità.

Se vogliamo accelerare la transizione verso un futuro più verde, nel fare ripartire le nostre economie dobbiamo cogliere le opportunità offerteci dalla tecnologia. Innovazioni nelle tecnologie per lo stoccaggio di energia, reti elettriche intelligenti ad alta efficienza, veicoli a zero emissioni, edifici eco-compatibili sono alcuni degli strumenti a nostra disposizione.

La convenienza economica dell’offerta è chiara. Fonti di energia rinnovabile come il solare e l’eolico sono in molti casi già più economiche del carbone.

E pochi giorni fa Irena (l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili) ha dimostrato che spingere sugli investimenti nelle rinnovabili aumenterebbe l’occupazione nel settore fino a 42 milioni di addetti in tutto il mondo entro il 2050, cioè quattro volte più di oggi.

Non c’è tempo da perdere. Eventi climatici estremi continuano ad affliggere molti Paesi, specialmente i piccoli Stati insulari oceanici, e gravi inondazioni hanno colpito sia il Regno Unito sia l’Italia. Oggi partecipiamo entrambi, in modalità virtuale, al Forum dell’ambizione di Placencia che, sotto la presidenza del Belize, riunisce i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, i più vulnerabili ai cambiamenti climatici.

La prossima settimana prenderemo parte al Dialogo di Petersberg sul clima, che ci vedrà riuniti, insieme agli organizzatori tedeschi, con oltre 30 Paesi per discutere i temi critici dell’azione climatica.

In veste di organizzatori della Cop 26 e dei suoi eventi preparatori, ci impegniamo a mettere al centro le voci di coloro più colpiti dal riscaldamento globale. Ci impegniamo a perseguire una maggiore ambizione a sostegno dei più vulnerabili e a fare sì che questa ambizione si traduca in azione.

Il tempo da qui alla Cop 26 è cruciale. Non appena usciremo dalla crisi della Covid-19, dovremo continuare a sfruttare la collaborazione e l’adesione alla scienza che abbiamo sperimentato nella pandemia per combattere il cambiamento climatico.

Per il bene delle persone, delle future generazioni e del pianeta.

Sergio Costa, ministro dell’Ambiente, del Territorio e del Mare, Italia
Alok Sharma, presidente della Cop 26 e sottosegretario del department for Business, Energy & Industrial strategy, Regno Unito
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