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Secondo gli ultimi studi condotti della Nasa, l’area occidentale dell’Antartide ha ormai raggiunto livelli di scioglimento
“No turning back”, pubblica il sito della Nasa, ovvero “non si può più tornare indietro”. I sei ghiacciai che sfociano nel Mar di Amundsen, nella parte Ovest della calotta antartica, si stanno sciogliendo velocemente e il loro declino sembra ormai inarrestabile.
“Abbiamo superato il punto di non ritorno”, ha detto Eric Rignot, glaciologo che lavora al Jet Propulsion Laboratory della NASA e con l’Università della California, Irvine. Secondo quanto verrà pubblicato nella rivista scientifica Geophysical Research Letters: “La calotta glaciale del settore occidentale dell’Antartide è in ua tale fase di instabilità che contribuirà in modo significativo alla crescita del livello del mare”.
Per arrivare a queste conclusioni, i glaciologi hanno studioto 19 anni di immagini satellitari che nel tempo hanno mappato i ghiacciai in rapido scioglimento. Il concetto chiave si basa su quella che viene chiamata “linea terrestre”, ovvero la linea di demarcazione tra la terra – con il ghiaccio che poggia sopra – e l’acqua del mare. Visto che lo scioglimetno dei ghiacci avviene quando l’acqua marina viene a contatto con la calotta ghiacciata, è fondamentale individuare questa linea per determinarne la velocità di fusione.
Grazie alla mappatura da parte dei satelliti dell’Esa, dal 1992 al 2011, si sono potute determinare le varie “linee terrestri”. Come conferma lo stesso Rignot: “In questo settore stiamo vedendo tassi di ritiro che non registriamo in nessun altro luogo sulla Terra”. La linea di scioglimento si è infatti ritirata di circa 35 km (22 miglia), , ritirandosi 22 miglia a monte.
Si tratta di quello che viene definito come feedback positivo, ovvero ouna reazione in grado di autoalimentarsi. A mano a mano che il ghiaccio si stacca dalla calotta, perde peso e comincia a galleggiare alla deriva, permettendo ad altra acqua marina di accedere nelle parti più profonde del ghiacciaio, aumentando di fatto lo scioglimento.
“All’attuale ritmo di scioglimento – conclude lo scienziato – questi ghiacciai saranno ‘storia’ in poche centinaia di anni”, mentre il livello dei mari si innalzerà di più di un metro.
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