Giovani attivisti

Londra, vietate le proteste pacifiche di Extinction Rebellion, ma il movimento non ci sta

Il 14 ottobre la polizia ha iniziato a sgomberare i manifestanti in ogni area della città. Il movimento ambientalista si è opposto in sede legale al provvedimento, ora in esame presso la corte suprema.

Un “tentativo sproporzionato e senza precedenti di ridurre una protesta pacifica”, così Extinction Rebellion (XR) ha definito il provvedimento adottato da Scotland Yard lo scorso 14 ottobre, che ha vietato ogni manifestazione del gruppo per la giustizia climatica. “Qualsiasi assemblea collegata alla rivolta d’autunno di Extinction Rebellion all’interno di Londra dovrà cessare entro le 21:00 del 14 ottobre”, si legge nel divieto emesso dalla polizia metropolitana, chiunque contravvenga a quest’ordine sarà arrestato. Dopodiché le forze dell’ordine si sono recate a Trafalgar square, precedentemente indicato come unico sito di protesta legittimo, e hanno imposto ai manifestanti di rimuovere tende, gazebo e altre infrastrutture.

 

Proteste bandite

Le forze dell’ordine hanno giustificato il provvedimento con le gravi interruzioni causate dai manifestanti ai servizi per la comunità. La decisione è arrivata il giorno dopo che decine di manifestanti, tra cui un rabbino di 77 anni, sono stati arrestati per aver bloccato il traffico davanti alla Banca d’Inghilterra. L’obiettivo della protesta, ha riferito il movimento, era “interrompere il sistema che finanzia la crisi ambientale”.

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Il gruppo minaccia azioni legali

Dall’inizio della ribellione internazionale, cominciata il 7 ottobre con l’obiettivo di sollecitare il governo a intensificare urgentemente le azioni per combattere la crisi climatica globale, a Londra sono state arrestate oltre 1.700 persone. Il divieto di manifestare è stato accolto con disappunto da XR, che lo ha definito una violazione al diritto di protestare e ha minacciato azioni legali.

Piccola manifestante di Extinction Rebellion durante una manifestazione a Londra
Le proteste non violente di Extinction Rebellion mirano a mettere in evidenza la crescente emergenza ecologica che minaccia il pianeta © Peter Summers/Getty Images

 

Contro la repressione

Politici, attivisti per i diritti civili e ambientalisti hanno condannato la decisione della polizia, a queste voci si è unita quella del sindaco di Londra, Sadiq Khan, che ha apparentemente preso le distanze dal divieto imposto da Scotland Yard. “Credo che il diritto a proteste pacifiche e lecite debba essere sempre sostenuto – ha affermato Khan -. Tuttavia, l’azione illegale di alcuni manifestanti negli ultimi otto giorni ha esercitato un’indebita pressione sugli agenti di polizia, già particolarmente tesi”. In particolare, secondo quanto riportato dal Guardian, l’amministrazione londinese avrebbe paura che il provvedimento potrebbe rivelarsi controproducente: potrebbe sia galvanizzare le proteste che essere contestato legalmente.

La corte suprema prende tempo

Gli avvocati di XR si sono infine rivolti alla corte suprema del Regno Unito per chiedere un riesame del provvedimento emanato da Scotland Yard, giudicato incostituzionale. Diverse figure di spicco vicine al movimento, tra cui il celebre avvocato per i diritti umani Phillippa Kaufmann QC, la baronessa Jenny Jones, membro del Partito Verde d’Inghilterra e Galles e il giornalista del Guardian George Monbiot, hanno chiesto una procedura accelerata per questo caso. Il giudice incaricato, durante la sentenza del 17 ottobre, ha però respinto tale richiesta affermando che un simile caso richiede un’attenta analisi e che una decisione precipitosa potrebbe indurlo in errore. La sentenza ha stabilito dunque che il divieto rimarrà in vigore fino alle 18:00 di sabato 19 ottobre, data della prossima sentenza.

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XR sfida il divieto

Nonostante il divieto, le proteste di XR non si sono fermate. Martedì mattina Gail Bradbrook, co-fondatrice del movimento, ha guidato una protesta davanti il Dipartimento dei trasporti, dove è stata arrestata per essersi arrampicata all’ingresso dell’edificio, con lo scopo di evidenziare la contraddizione tra l’espansione di strade e aeroporti e la necessità di abbattere le emissioni di carbonio. Mercoledì è invece stato organizzato un grande raduno a Trafalgar square, per mettere ulteriore pressione al governo e costringere la polizia ad “arrestare personaggi pubblici per un’assemblea pacifica e democratica”.

 

Arrestato anche George Monbiot

In quell’occasione sono stati arrestati numerosi manifestanti, tra i quali spicca George Monbiot. “Sento che dobbiamo prendere una posizione per prevenire l’ecocidio – ha dichiarato il giornalista e scrittore britannico dopo essere stato portato via dalla polizia -. Affari come al solito, politica come al solito: questo è ecocidio. È la distruzione delle condizioni che rendono possibile la vita su questa terra. Sono contrario e sono orgoglioso di essere arrestato per questa causa”.

Greta Thunberg condanna il divieto della polizia

Anche Greta Thunberg, emblema della lotta ai cambiamenti climatici, ha criticato aspramente il divieto di manifestare emesso dalla polizia londinese e ha invitato i manifestanti di XR a sfidare tale restrizione. “Se resistere alla disgregazione ecologica è contro le regole, allora le regole devono essere violate”, ha scritto l’attivista svedese sul suo account Instagram.

Il messaggio lanciato da XR è chiaro: la crisi climatica è un problema urgente e reale, le autorità non possono più ignorarla e non saranno leggi più severe a risolverla, né a fermare la ribellione.

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