Manolo Blahnik a Milano. ‘The art of shoes’ e la magica alchimia delle sue scarpe

Una passeggiata onirica tra 212 piccole opere d’arte, modelli di scarpe e 80 disegni originali di Manolo Blahnik, in sale affrescate, quadri e arredi d’epoca, atmosfere da sogno incantato. A Palazzo Morando, Milano, fino al 9 aprile.

La mostra ‘Manolo Blahnik. The art of shoes’ a Palazzo Morando è ricchissima. Nelle splendide sale della casa museo-milanese sono da oggi esposti 212 modelli e 80 disegni di questo notissimo stilista che celebra qui, così, 46 anni di attività. Sono occorsi due anni di organizzazione per allestirla, tra ricerca e riordino di esemplari, prototipi e disegni originali e adunata di tutti i permessi (perfino la Soprintendenza deve aver dovuto dare un parere, date le caratteristiche di Palazzo Morando).

Il modello scelto come icona della mostra, Manolo Blahnik Suntaxa © courtesy Arthemisia Press
Il modello scelto come icona della mostra, la Manolo Blahnik Suntaxa © courtesy Arthemisia Press

L’esposizione, aperta da oggi in via Sant’Andrea, approderà poi all’Hermitage di San Pietroburgo, a Praga, a Madrid e in Canada.

Si parte dai modelli del 1971 alle calzature ispirate all’arte di Goya o Picasso, da quelle realizzate per il film ‘Marie Antoinette’ di Sofia Coppola fino alla nuova linea creata con Rihanna. La mostra copre gran parte della superficie del palazzo storico al primo piano, ed è disposta con una cura tale che sembra sia nata qui, in questa residenza del XVIII secolo — secolo che lo stilista ama particolarmente, peraltro.

L'ingresso al primo piano della mostra © LifeGate
L’ingresso al primo piano della mostra © LifeGate

Questa mostra si colloca in una collezione storica, quella dei musei civici milanesi, che vantano anche un patrimonio di calzature antiche. Grazie alla cortesia e alla pazienza dello stesso Manolo Blahnik, è stato anche possibile collocarne alcune accanto ai modelli esposti.

Il connubio tra arte, moda e artigianato (lombardo)

Il titolo della mostra, ‘Manolo Blahnik. The art of shoes’, cita l’arte. Per due motivi.

Uno, quando si parla di arte, si parla anche di arte applicata. Le sue calzature, pur piegandosi costantemente e fin dal momento ideativo alla funzione cui sono destinate (calzare un piede femminile), si inseriscono con leggiadria in trame stilistiche che spaziano dal Rinascimento all’architettura contemporanea.

Due, per la loro forma essenzialmente culturale, trovano le loro radici in una molteplicità di forme artistiche, tra cui anche quella cinematografica.

Il connubio tra moda e arte è risaputamente, evocativamente fertile e perfetto, e trova una sua chiave di decifrazione anche nella leggerezza. Ci viene qui offerta difatti una camminata in sale da sogno, con oggetti da sogno in mostra.

I modelli di scarpe sono esposti e custoditi in teche di museo come piccole opere d’arte. Pezzi moderni, frutto di arte, artigianato, d’ispirazione eclettica, di moda, fantasia, splendido distillato di storia del costume e design, galleria dell’evoluzione di un oggetto comune.

Questo stilista è un sognatore, è un ricchissimo signore della moda, ed è anche uno scopritore di artigiani, dato che nei suoi decenni trascorsi a Milano ha potuto e dovuto appoggiarsi alla sapienza degli artigiani lombardi di cui si è sempre servito. Produce tuttora a Parabiago, in provincia di Milano.

Gli elementi alchemici di Manolo Blahnik

“Una calzatura di Manolo Blahnik, di primo acchito, è una creazione che ritrae senza una cornice temporale in modo sublime e armonioso la declinazione cromatica per volumi e per forma — spiega Cristina Carrillo de Albornoz, curatrice della mostra — e, in secondo acchito, rivela tutta la sua artigianalità, qualità e bellezza. Dato che sono anche, spesso, confortevoli, il rapporto tra forma e funzione sfocia in un equilibrio perfetto. Quando si entra nell’universo di Manolo Blahnik, in questo affascinante labirinto, ci si accorge che il suo lavoro diviene arte”.

Atmosfera da sogno in una delle sale della mostra di Manolo Blahnik a Palazzo Morando, Milano © LifeGate
Atmosfera da sogno in una delle sale della mostra di Manolo Blahnik a Palazzo Morando, Milano © LifeGate

Dalle teche brillano oggetti del desiderio in forma di suole e frange, tacchi a stiletto e allacciature alla schiava. Le stoffe acquistano nuove finalità, i decori citano il ’700 ma restano moderni, anche se pensati per il film Marie Antoinette. Stesso oggetto, materiali simili, forme abissalmente diverse.

Molte linee ardite e slanciate, alcuni sandali, nessuna zeppa (le odia). Questi sono gli elementi dell’alchimia che fanno di questa mostra un appuntamento fiabesco, raro e prezioso.

“Il passato e il presente possono convivere, abbellirsi a vicenda, spiegarsi a vicenda — racconta Chiara Bassi — le scarpe di Manolo Blahnik hanno una caratteristica che non tutte le scarpe hanno. È quella di bilanciare i vuoti e i pieni, i materiali e i colori in modo tale da creare una sintonia, un ritmo. Che è il segreto della poesia, della musica e di tutto ciò che ci rende felici”.

Le forme e i materiali del lusso

Diversamente dalle produzioni in serie, gran parte dei modelli esposti non è fatto di pelli e pellami. Certo, da ciò non è possibile inferire una precisa preoccupazione etica, ma si deve notare che, a parte qualche modello di pelle, o addirittura di cavallino, di vitello non trattato (con i peli) e uno solo di coccodrillo, la gran parte dei materiali usati è tessuto, raso, sete pregiate, taffetà, satin, velluto. E poi argento, paillettes, fibbie di strass, incrostazioni di luce.
Manolo Blahnik ama le scarpe esagerate, piene di gioielli, di bijoux: sono un esercizio di creatività, ma da tempo è passato ai tacchi bassi, sia perché ama cambiare, sia perché sono un modo più difficile per trasmettere la femminilità.

Tra colori ipnotici, trame da sogno, forme sinuose, testure inaspettate, una cosa che, volutamente, manca, sono le indossatrici. Non v’è nemmeno un’immagine di piede femminile, né fotografie di scarpe indossate.

Questa mostra, in cui le calzature vengono staccate dalla loro funzione, riesce davvero a offrire la possibilità di capire quanto i manufatti di Manolo Blahnik siano oggetti d’arte.

Manolo Blahnik. The art of shoes, a Palazzo Morando, Milano, via Sant’Andrea 6, fino al 9 aprile 2017. Il biglietto si acquista alla libreria all’ingresso, poi la mostra occupa tutte le sale al primo piano. Il bel catalogo Skira è acquistabile al bookshop.

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