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Ideata da tre imprenditrici padovane, la startup MeggyCare accompagna le donne che scelgono il social freezing per preservare la propria fertilità.
Di congelamento degli ovuli in età fertile si sta parlando molto in questi mesi, da quando la questione è approdata in Parlamento. In discussione, infatti, è l’estensione della copertura pubblica per la tecnica di crioconservazione oltre i limiti fissati per legge che, ad oggi, prevedono il percorso gratuito esclusivamente per le donne under 40 con patologie oncologiche. Mentre si aspetta che la macchina delle istituzioni si muova, c’è chi si è messo all’opera per affiancare le donne che intendono preservare la propria fertilità: è il caso della startup MeggyCare, selezionata per la seconda edizione del programma di accelerazione Women in Action.
Del resto siamo in un paese che anno dopo anno inanella tassi minimi di nascite e di fecondità. Gli ultimi dati dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) mostrano come nel 2024 in Italia siano nati il 2,6 per cento in meno di bambini rispetto al 2023. Il tasso di fertilità ha toccato i suoi minimi, con 1,18 figli per donna e un’età media al primo parto di 32,6 anni. Se si considera che la riserva ovarica diminuisce sensibilmente dai 35 anni, si capisce come i fattori di denatalità siano anche collegati all’età in cui si decide di procreare. Non a caso nel 2024 il ministero della Salute ha diramato i dati secondo cui in Italia una coppia su sei incontra difficoltà a concepire.
Ma allora come venire incontro alle donne che, per motivi personali o di lavoro, desiderano posticipare la programmazione della maternità? Per preservare nel tempo la propria fertilità è nato il social freezing (o scelta di congelamento degli ovuli). La procedura consiste nel congelamento ultrarapido a -196 °C (vitrificazione) degli ovociti in età fertile (tra i 21 e i 37 anni) e la sua crioconservazione non per motivi clinici, bensì come scelta di libertà personale. Una simile tecnica consente di rimandare la prospettiva di una gravidanza a quando ci si sente più pronte sia a livello emotivo sia lavorativo.
Lo sanno bene le imprenditrici trentenni Fanny Nardi, Lara Ranzato e Francesca Bosio, fondatrici di MeggyCare, la prima piattaforma digitale italiana nata per informare e supportare il percorso di conservazione della propria fertilità. Studiata per accompagnare le donne verso una scelta consapevole, la startup padovana si propone innanzitutto di fornire conoscenza in un panorama di vuoto informativo. Per farlo propone una prima call gratuita in cui si possono sciogliere i dubbi e capire se la tecnica del social freezing è quanto si desidera e necessita.

Dopo lo step preliminare si può scegliere di proseguire mediante indagine sulla propria riserva ovarica, attraverso analisi del sangue ed ecografia. Una volta avuti gli esiti degli esami, l’utente ha a disposizione la consulenza di uno specialista per analizzare la propria fertilità e pianificare il percorso migliore per sé. A questo punto, gli esperti di MeggyCare intervengono per accompagnare passo dopo passo la persona con l’assistenza amministrativa e burocratica del percorso, dalla stimolazione ovarica al congelamento, appoggiandosi su una rete di cliniche convenzionate e affidabili. Il tutto contando su una community di donne con le quali avere costantemente un contatto umano e condiviso. Perché confrontarsi, capirsi e ascoltarsi è il primo passo per una scelta libera.
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