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Blubrake, con il suo sistema antibloccaggio dei freni (Abs) per e-bike, sta vivendo una rapida crescita. Anche grazie all’investimento di Primo Climate.
Che sia nel traffico cittadino o negli impervi sentieri di montagna, le e-bike sono ormai presenze comuni. In Italia nel 2024 ne sono state vendute 274mila: è all’incirca come se ogni singolo abitante di un Comune delle dimensioni di Verona ne avesse comprata una. A livello globale il mercato è valutato in 36,6 miliardi di dollari nel 2023; solo in Cina, d’altra parte, ne circolano 380 milioni. Soltanto una minima percentuale delle bici elettriche, tuttavia, è dotato di un sistema antibloccaggio dei freni (Abs). Proprio su questo presidio – fondamentale in termini di sicurezza – lavora Blubrake, una società deep tech che è nel pieno una fase di forte crescita. Dopo un aumento di capitale chiuso ad aprile 2025, a fine anno ha raccolto altri 2,5 milioni di euro con un round guidato dal gruppo indiano Suprajit e da Primo Capital tramite il fondo Primo Climate.
I sistemi Abs – quelli che, in sostanza, impediscono alle ruote di bloccarsi quando si frena di colpo – per le automobili sono la normalità: in Europa sono obbligatori dal 2004 per tutti i veicoli di nuova immatricolazione. Non è ancora così per le e-bike, che pongono sfide tecniche diverse e più complesse. “Su una e-bike lo spazio disponibile è molto limitato, quindi il sistema deve essere estremamente compatto e integrarsi in modo naturale nel mezzo, senza impattare su design, peso o maneggevolezza”, spiega a LifeGate Fabio Todeschini, co-founder di Blubrake.
“Un secondo aspetto chiave è il rapporto tra il peso del rider e quello del veicolo. In una bicicletta elettrica, il peso della persona è nettamente superiore a quello della bici stessa, mentre in moto e auto il veicolo rappresenta la parte predominante della massa. Questo rende il comportamento dinamico più variabile e complesso da gestire per un sistema Abs che controlla la frenata”, continua. “Infine, le ruote più piccole e leggere tipiche delle e-bike tendono a bloccarsi molto più facilmente e rapidamente rispetto a quelle di moto e auto. Questo significa che il sistema Abs deve reagire in tempi estremamente ridotti e con grande precisione”.
Blubrake, società italiana nata nel 2015 come spin-off del Politecnico di Milano, ha depositato più di venti brevetti internazionali per sistemi Abs specifici per e-bike e veicoli elettrici leggeri. “Quello che osserviamo è una domanda in forte crescita, sia da parte dei produttori sia del mercato finale”, spiega Fabio Todeschini. “Per questo ci aspettiamo che, nel giro di 4-5 anni, l’Abs sulle e-bike possa passare da soluzione di nicchia a standard di mercato, soprattutto sui modelli più performanti e orientati all’uso urbano e commuter”. Cioè per i tragitti quotidiani in cui ci si trova alle perse con traffico, pioggia, incroci e dunque è fondamentale che il mezzo reagisca bene alle frenate improvvise.
Questo round di investimenti, continua Todeschini, fa un po’ da spartiacque. “Negli anni passati abbiamo costruito le fondamenta: abbiamo sviluppato una solida base tecnologica, fatto crescere il know-how interno, costruito il team e depositato più di 20 brevetti internazionali”, racconta. È stata anche la fase in cui sondare la risposta del mercato alla prima generazione del prodotto e poi progettarne una seconda, pensata per una diffusione più ampia. Ora si apre una fase diversa, quella in cui ci sono i partner, la struttura commerciale e le risorse finanziarie per puntare a una crescita globale.
Primo Climate, il primo fondo italiano dedicato esclusivamente al climate tech gestito da Primo Capital, va alla ricerca proprio di soluzioni che abbattano le emissioni di CO2 e al tempo stesso rispondano alle esigenze delle filiere industriali. Oltre a investire in queste realtà, Primo Climate le fa entrare in un ecosistema di partner, tra cui LifeGate.
“Nella transizione dai veicoli fossili a quelli elettrici non basta la tecnologia del motore: servono anche fattori abilitanti, come sistemi di frenata adeguati a questo tipo di mezzi e un quadro normativo coerente”, sottolinea Simone Molteni, general partner del fondo insieme a Giusy Cannone ed Ezio Ravaccia. “È proprio questo il ruolo che vediamo per Blubrake. È un abilitatore della transizione verso l’elettrificazione dei trasporti, tanto nei paesi in via di sviluppo quanto qui in Europa”.
“Molti spostamenti urbani – non solo di persone, ma anche di piccoli carichi e consegne – possono essere fatti con biciclette elettriche, bici cargo e mezzi simili. Questo, però, a patto che abbiano livelli di sicurezza adeguati”, conclude. “Grazie all’ingresso di un partner cinese e di uno indiano, diventa possibile guardare a mercati dove c’è una forte propensione all’uso della bicicletta, ma dove i mezzi oggi in circolazione sono spesso vecchi e inquinanti”.
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