La storia del rebirthing: respirare per rinascere

La Storia del Rebirthing (2). Leonard Orr, un californiano appassionato di filosofie e pratiche orientali, ha messo a punto, alla fine degli anni Sessanta

A cura di Milena Screm

Leonard Orr era consapevole di essere venuto al mondo in un modo fortemente traumatico: ultimo di sette figli nati ravvicinati, era stato concepito dopo dodici anni dall’ultima gravidanza ed era del tutto indesiderato. La madre fu sconvolta alla notizia di essere nuovamente incinta e il suo rapporto con il nascituro non migliorò nel corso della gestazione. Orr nacque prematuro, con tre giri di cordone ombelicale intorno al collo, in condizioni talmente drammatiche che rischiò di morire di parto. Diventato adulto, egli attribuì a questi eventi l’origine della sua depressione.

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Durante l’esperienza del 1964 in vasca da bagno, nella marea di sensazioni dalle quali fu investito, Orr individuò anche molti elementi emotivi che potevano essere ricondotti alla sua difficile nascita. Aver tratto beneficio dal fatto che queste memorie fossero riemerse dalla sua psiche lo indusse a pensare a quest’esperienza come ad una metaforica “ri-nascita”, re-birthing appunto.

L’entusiasmo lo portò a due cose: cercare di riprodurre l’esperienza, sia su se stesso sia coinvolgendo alcuni amici e identificare nell’acqua, anziché nel respiro, la causa scatenante di quanto gli era accaduto. Poco per volta gli amici diventarono anche loro ricercatori e contribuirono alla diffusione di quest’approccio. Non solo, gli aspetti teorici del metodo furono sviluppati e ampliati anche grazie alle loro intuizioni.

Ma ci vollero alcuni anni di sperimentazione prima che Orr e il gruppo che si era creato intorno a lui si rendessero conto che non era l’acqua a scatenare il processo bensì il respiro. Non un respiro qualunque. Per indurre la ricercata “rinascita” la respirazione doveva essere profonda, cosciente e senza pause, un flusso costante d’aria, ossigeno energia veicolato con continuità nel profondo d’ogni cellula. Un potenziale enorme e ancor’oggi, a quasi quarant’anni di distanza, non ancora del tutto esplorato e compreso.

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Sviluppatosi come metodo, la teoria portante del Rebirthing fu centrata sull’ipotesi, per altro già affermata da famosi psichiatri, che la nascita é per ogni essere umano un evento traumatico che influenza lo sviluppo della personalità e del comportamento. Il Rebirthing si offre quindi come strumento pratico di consapevolezza, di gestione e di rinnovamento di questi schemi primari.

Nell’ultimo decennio le tendenze internazionali evidenziano anche ulteriori possibilità, che ampliano e al tempo stesso circoscrivono ad altre aree di possibile applicazione quest’approccio dalle caratteristiche singolari: naturalezza, intensità, rapidità, efficacia, profondità.

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