La richiesta di mobilità ciclabile aumenta durante la pandemia

La bicicletta come pilastro della mobilità urbana per limitare il coronavirus. La richiesta delle associazioni ambientaliste ha portato le prime soluzioni da parte di Governo, città e regioni.

La bicicletta come il mezzo di trasporto più adatto da incentivare nell’era del coronavirus, questa è la richiesta di alcune associazioni rivolta direttamente al presidente del Consiglio dei ministri tramite una lettera. A loro volta governo e regioni stanno ragionando assieme ai comuni su quali strategie e incentivi adottare per evitare che i cittadini, viste le norme limitative per l’utilizzo del trasporto pubblico, non decidano in massa di tornare ad usare l’auto privata con conseguenze sul traffico e sull’inquinamento ambientale.

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In bicicletta durante il coronavirus: la richiesta di maggiore attenzione sulla mobilità ciclabile e le decisioni di governi e amministrazioni. Foto: IceNineJon su licenza CC by-nc-nd 2.0

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Più mobilità ciclabile contro il Covid-19: la lettera delle associazioni e la risposta del Governo

“Lo scenario è quello per cui l’uso del trasporto pubblico locale sarà fortemente ridotto, sia a causa del mantenimento delle restrizioni, sia causa della sfiducia della popolazione nel prendere i mezzi pubblici”, è uno dei passaggi della lettera delle associazioni ciclistiche e ambientaliste, tra cui Fiab, Fridays for future, Legambiente e Salvaciclisti, rivolta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Tra le proposte ci sono: la realizzazione di nuove regolamentazioni e infrastrutture soft per la mobilità ciclopedonale anche in deroga al Codice della Strada;  introduzione di incentivi economici per acquisto di bici elettriche, servizi di micromobilità e rimborsi chilometrici; promozione dello smart working e dei servizi di consegna a domicilio in bicicletta e cargo-bike.

Il Governo nel frattempo ha reso noti i primi provvedimenti di allentamento delle restrizioni. Una buona notizia per i ciclisti sportivi: non c’è più il limite dell’attività motoria nei soli dintorni al luogo di domicilio, resta però l’autocertificazione che è stata nel frattempo aggiornata.

La ministra dei Trasporti Paola De Micheli si è già esposta sulla questione, annunciando al Corriere della Sera l’intenzione di modificare il Codice della Strada per facilitare l’apertura di piste ciclabili transitorie e la definizione di bike lane, nonché aumentare la platea di aziende che abbiano un mobility manager al proprio interno. In Parlamento De Micheli ha anche affermato di voler introdurre un buono di duecento euro per l’acquisto di biciclette o altri veicoli come segway, hoverboard e monopattini.

Una lettera pro-bicicletta anche alla sindaca di Roma Virginia Raggi

Anche la sindaca della Capitale, Virginia Raggi, ha ricevuto una lettera firmata da Fiab Roma Ruotalibera e Salvaiciclisti Roma, in cui si richiedono interventi precisi per la creazione di percorsi come le bike lane delimitate da jersey, la tangenziale delle biciclette e assi ciclabili su alcune vie consolari della capitale, verso il polo universitario de La Sapienza, la possibilità per le biciclette di utilizzare le corsie preferenziali escluse quelle tranviarie, la realizzazione di zone 30. Roma Capitale pare stia cominciando a dare risposte a queste richieste, con l’Agenzia per la Mobilità che ha cominciato a fare controlli e studi su alcuni percorsi di ciclabili transitorie che utilizzeranno parte della carreggiata stradale. Oltre alla bici sembra che Roma Capitale voglia puntare anche sui monopattini elettrici, in particolare quelli in condivisione.

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Bicicletta e coronavirus: cosa fa la Regione Emilia Romagna

Una delle regioni più colpite dall’emergenza Covid-19 sta decidento di stanziare un milione di euro per incentivare il bike to work e la bicicletta come alternativa all’automobile. Lo ha annunciato Fiab spiegando come sia stata l’assessora all’ambiente dell’Emilia Romagna Irene Priolo ad affermarlo durante una diretta Facebook. “Il distanziamento sociale obbligatorio ci accompagnerà per i mesi a venire e sarebbe dunque rischioso pesare soltanto sui mezzi pubblici. Così la bicicletta diventa l’alleato fondamentale per garantire salute e sicurezza nelle città. Fiab lo ha anche spiegato in una lettera aperta indirizzata alla politica e alle istituzioni in cui presenta sette proposte concrete”.

Le scelte per incentivare l’uso della bici nell’era del Covid-19 in Europa e nel mondo

Ogni città sta adottando strategie diverse per evitare che le strade si trasformino in breve tempo in ingorghi senza fine. Bruxelles ha deciso di dare la priorità nelle strade del centro a ciclisti e pedoni, limitando a venti chilometri orari la velocità di tutti i mezzi di trasporto. Questa scelta viene accompagnata alla possibilità per pedoni e biciclette di potersi spostare anche sulle carreggiate delle strade interessate dal provvedimento.

Ci sono città dove il bike sharing ha visto un incremento notevole. Come riporta il sito della Federazione ciclistica europea, due delle principali metropoli degli Stati Uniti come New York e Chicago hanno visto un importante aumento degli spostamenti in bicicletta, in particolare tramite il bike sharing. A Berlino è stato deciso di permettere l’utilizzo gratuito delle biciclette condivise per trenta minuti anche più volte nell’arco della giornata.
Se Lisbona ha incentivato le biciclette in comune a favore delle consegne di cibo e farmaci, a Londra, Glasgow, Bogotà  e New York l’accesso al bike sharing per i lavoratori dei settori essenziali è stato reso gratuito.

Le misure prese in considerazione dalle città italiane, europee e mondiali, grazie anche alla pressione e alle proposte delle associazioni per la mobilità ciclabile e per la tutela dell’ambiente, saranno i primi passi per implementare la bicicletta quale mezzo di trasporto protagonista nella vita quotidiana urbana non solo a causa del coronavirus Covid-19.

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