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Con un netto incremento di presenze rispetto allo scorso anno, la montagna si conferma come meta prediletta per le vacanze familiari di chi, pur non praticando sport invernali, punta ai piaceri della buona tavola. Non è indispensabile esibire il physique du rôle del provetto sciatore o sognare performance sportive da Olimpiadi invernali per apprezzare
Con un netto incremento di presenze rispetto allo scorso anno, la montagna si conferma come meta prediletta per le vacanze familiari di chi, pur non praticando sport invernali, punta ai piaceri della buona tavola.
Non è indispensabile esibire il physique du rôle del provetto sciatore o sognare performance sportive da Olimpiadi invernali per apprezzare le gioie della vita di montagna: secondo uno studio condotto da Levissima in occasione della Giornata Internazionale della Montagna, su un campione di 2000 italiani di età compresa tra i 18 e i 60 anni, ben il 68 per cento degli interpellati, ovvero 7 nostri connazionali su 10, individuerebbe nella montagna la metà ideale di una vacanza in famiglia, tra relax e svaghi di gruppo.
Quasi ugualmente apprezzate da donne (66%) e uomini (70%), le ferie d’alta quota, più frequentemente prenotate durante le festività natalizie, il Capodanno o il Carnevale, vengono predilette per tre principali ragioni: immergersi nella natura incontaminata (57%), usufruire di centri benessere o dedicarsi ad attività sportive (54%) ma anche semplicemente rilassarsi e staccare la spina (44%).
L’Osservatorio Turistico della Montagna Italiana, che malgrado la crisi economica ha rilevato un incremento di presenze pari al 3,8 % rispetto allo scorso anno, ha individuato da parte di ben 800mila italiani la disponibilità a trascorrere un soggiorno in montagna anche senza alcun interesse specifico per gli sport invernali, bensì col solo obiettivo di degustarne i piaceri “sedentari”, ovvero shopping, turismo culturale e soprattutto attrazioni enogastronomiche.
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