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La musica e il viaggio illuminano quasi ogni parte del nostro cervello, dalla sfera delle emozioni, alla memoria, al movimento. La musica e il viaggio insieme sono un piacere, una necessità, un connubio perfetto. E vanno di pari passo: ascoltare i suoni e i ritmi del mondo, tradizionali o contemporanei, ci spinge a esplorare i
La musica e il viaggio illuminano quasi ogni parte del nostro cervello, dalla sfera delle emozioni, alla memoria, al movimento. La musica e il viaggio insieme sono un piacere, una necessità, un connubio perfetto. E vanno di pari passo: ascoltare i suoni e i ritmi del mondo, tradizionali o contemporanei, ci spinge a esplorare i luoghi da cui provengono, a (ri)conoscere nuove culture, ad arricchire le nostre esperienze.
Grazie alla collaborazione tra SWISS e Alessio Bertallot, abbiamo quindi iniziato un giro del mondo alla scoperta di dieci artisti diversi originari di altrettanti Paesi, che possiamo raggiungere con i voli della compagnia aerea svizzera. La colonna sonora che ci sta accompagnando in questo viaggio ideale senza ritorno ci ha portato da Johannesburg a Parigi, passando per la musica di Berlino, New York, Londra, Chicago, Los Angeles, Tel Aviv, Bangkok, Montreal, Amsterdam, Nairobi, Stoccolma e Tokyo. Con la mente, certo, perché la musica spesso è anche l’arte di muoversi restando fermi, come direbbe Brian Eno.
Oggi decolliamo da Miami sulle note vocali di Betty Wright, protagonista della prima onda rhythm’n’blues e del Miami-sound degli anni Settanta tra disco music, funk e soul. È stata riscoperta nel 2011 dai ben più noti The Roots, che hanno prodotto il suo ultimo album The Movie.
Il volo del “disgelo” Miami-Cuba è d’obbligo, in particolare quando ad accoglierci a L’Avana è il calore di Daymé Arocena. Già ospite a Casa Bertallot, la cantante jazz e neo-soul paragonata più volte a Ella Fitzgerald fa parte di una nuova generazione di musicisti cubani che uniscono tradizione, studi classici e visione internazionale.
In rotta verso il Sud America facciamo tappa a San Paolo del Brasile, città dai mille colori e stili che si mischiano tra loro. Lo sa bene DJ Patife, che ha realizzato questo brano diventato un classico del sambass, combinazione tutta brasiliana tra drum’n’bass e samba.
Attraversiamo il Pacifico per atterrare a Pechino e Shangai, dove incontriamo la musica tradizionale cinese di Liu Fang. Tra le più importanti soliste al mondo di pipa e guzheng, rispettivamente il liuto cinese e una grande e antica cetra a 21 corde, Liu Fang collabora anche con i maggiori interpreti europei, arabi, indiani, giapponesi e vietnamiti.
La tappa successiva è in Africa orientale, a Dar es Salaam, alla scoperta del bongo flava, versione tanzaniana del rap a partire dagli anni Novanta. Il genere è cantato in lingua swahili ed è contaminato con elementi provenienti dalla tradizione locale, come in questo brano di Fid Q con la voce di Bi Kidude.
Sorvolare l’Atlantico per raggiungere Cancún, una delle mete turistiche più rinomate del Messico, non significa necessariamente ascoltare mariachi o le hit reggaeton del momento. Ci sono produttori di musica elettronica come il minimalista Fernando Corona, in arte Murcof, in grado di trasportarci attraverso paesaggi sonori incontaminati.
Un diverso paesaggio, altrettanto ipnotico, è quello offerto dai virtuosismi di Ravi Shankar sulle colline di Nuova Dehli. George Harrison dei Beatles ne rimase folgorato e nel 1966 si recò in India per imparare dal maestro indiscusso del sitar l’arte e la tecnica.
Il volo per Marrakech ci regala un’altra contaminazione entusiasmante, questa volta tra i poliritmi gnawa di Maleem Mahmoud Guinia e l’elettronica sofisticata del produttore britannico James Holden.
Immancabile meta degli Stati Uniti con una lunga tradizione musicale, Boston è stata epicentro del rock underground negli anni Ottanta e Novanta. Ma da Boston arrivava anche Guru, leggenda del rap che infuse di jazz e blues, contribuendo all’età d’oro dell’hip hop.
Il nostro viaggio si conclude a Città del Capo, Sudafrica, crocevia di culture e ritmi. Da qui provengono i suoni di Okzharp, che sta contribuendo a diffondere il gqom in Europa, e il dialetto sepedi di Manthe Ribane, performer che a otto anni si esibì davanti a Nelson Mandela.
Ringraziamo SWISS e Alessio Bertallot per averci condotto con l’immaginazione e la musica in dieci città diverse, facendoci avventurare in un giro del mondo così avvincente che speriamo non finisca mai.
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