Nasa: su Soundcloud il Golden Record con i suoni della Terra

La Nasa ha pubblicato su Soundcloud i suoni della Terra del Golden Record, una capsula del tempo lanciata nello spazio 38 anni fa.

Nel 1977 la Nasa lanciò nello spazio le sonde Voyager 1 e 2. Accanto all’equipaggiamento tecnico di bordo, sulle navicelle furono caricati alcuni dischi di rame placcati in oro (Golden Records) contenenti suoni, musica e immagini della Terra. Il tutto corredato da istruzioni per l’uso e da un giradischi. Oggi è possibile ascoltare e scaricare quei suoni proprio grazie alla Nasa, che li ha resi pubblici per la prima volta su Soundcloud.

 

 

Suoni e rumori ambientali di esseri umani, animali, natura, mezzi di trasporto, vita, ma anche il saluto in 55 lingue diverse e il messaggio dell’allora segretario generale delle Nazioni Unite Kurt Waldheim: “Mando i saluti a nome del popolo del nostro pianeta. Facciamo un passo fuori dal nostro sistema solare nell’universo cercando solo pace e amicizia, per insegnare se saremo chiamati a farlo, per imparare se saremo fortunati. Sappiamo bene che il nostro pianeta e i suoi abitanti sono solo una parte dell’immenso universo che ci circonda ed è con umiltà e speranza che ci accingiamo a questo passo”.

 

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Mettendo a disposizione il Golden Record la Nasa, che quasi un anno fa ha aperto un account sul popolare social network musicale, arricchisce così la sua già incredibile banca dati con i suoni della Terra che si aggiungono ai file audio provenienti dallo spazio. Questa capsula del tempo dischiusa dopo 38 anni, nell’intento dell’agenzia governativa americana del programma spaziale, sarebbe stata il primo oggetto creato dall’uomo a lasciare il sistema solare. Avrebbe dovuto fornire una rappresentazione del pianeta Terra a tutti coloro, alieni o umani, che in un futuro molto lontano avessero incontrato il Voyager nello spazio e recuperato i Golden Records.

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Carl Sagan e altri scienziati che lavorarono al progetto vollero includere una descrizione di noi e del nostro pianeta, spiegando che la sonda avrebbe potuto essere rilevata e il disco suonato soltanto da civiltà avanzate nello spazio interstellare. Sagan disse in pubblico: “Il disco va visto come una dichiarazione simbolica più che un serio tentativo di comunicare con la vita extraterrestre”. Fatto sta che la “bottiglia terrestre” lanciata nel “mare” cosmico più ignoto potrà raccontare, ancora per qualche anno, qualcosa di promettente sulla vita del nostro pianeta. Ci domandiamo se qualcuno, là fuori, capterà il messaggio e soprattutto se lo troverà inquietante o affascinante ascoltandolo a miliardi di chilometri di distanza dalla Terra.

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