Cooperazione internazionale

Almeno 58 migranti sono morti in un naufragio al largo dell’Africa occidentale

Un barcone con 150 migranti a bordo è naufragato la sera del 4 dicembre al largo della Mauritania, in Africa occidentale. 83 persone sono riuscite a salvarsi, ma almeno 58 sono annegate, mentre altre risultano ancora disperse.

Chissà quante speranze nutrivano i 150 migranti, tra cui donne e bambini di varie nazionalità, che mercoledì 27 novembre sono salpati dal Gambia, un paese africano, per dirigersi verso le Canarie, un arcipelago spagnolo al largo della costa nordoccidentale dell’Africa. Almeno 58 di loro, purtroppo, non potranno realizzare i propri sogni poiché hanno perso la vita dopo che la barca sulla quale si trovavano, rimasta a corto di carburante, si è capovolta nell’oceano Atlantico la sera del 4 dicembre, vicino alle coste della Mauritania.

Chi si sta prendendo cura dei migranti sopravvissuti

Lo ha reso noto l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). “Le autorità mauritane stanno coordinando efficacemente la risposta con le agenzie attualmente presenti nella città di Nouadhibou”, ha dichiarato Laura Lungarotti, responsabile della missione in Mauritania dell’Oim. “La nostra priorità comune è quella di prenderci cura dei sopravvissuti e garantire loro il supporto di cui necessitano”. Almeno 83 migranti sono stati tratti in salvo; i feriti sono stati trasferiti all’ospedale locale. Delle altre persone che erano a bordo dell’imbarcazione non si hanno ancora notizie. L’ambasciatore del Gambia è in viaggio verso Nouadhibou.

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Stando al rapporto sulle migrazioni nell’area mediterranea redatto dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), 113.985 persone – provenienti soprattutto da Afghanistan e Siria – hanno lasciato nel 2019 i propri paesi d’origine per raggiungere l’Italia, la Spagna, la Grecia, Cipro e Malta. Di queste, 93.011 hanno viaggiato per mare; 1.221 sono morte o risultano disperse.

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