Enaitollah. Nel mare ci sono i coccodrilli

Nato in Afghanistan, per via di una vendetta che incombe su di lui, Enaitollah viene portato dalla madre in Pakistan (a cosa conduce l’amore…). Solo, inizia un viaggio di cinque anni…

Un abbraccio forte, quello di una madre al suo bambino. E tre
promesse che vuole che lui le faccia. Inizia così questo
libro, in Pakistan. La storia di Enaitollah, che una mattina si
sveglia sul tappeto e non trova più la sua mamma accanto a
sé. “Be’, anche se tua madre, mentre ti aiuta a dormire, dice
tutte queste cose con una voce bassa e strana, che ti riscalda le
mani come brace, e riempie il silenzio di parole, lei che è
sempre stata così asciutta e svelta per tenere dietro alla
vita, anche in quell’occasione è difficile pensare che
ciò che ti stia dicendo sia: Khoda negahdar, addio”.
Così una mattina si sveglia e improvvisamente capisce di
essere solo. E che è ora di cominciare a contare le
stelle.

Nato in Afghanistan, per via di una vendetta che incombe su di lui,
Enaitollah viene portato dalla madre in Pakistan (a cosa conduce
l’amore…). Solo, inizia un viaggio di cinque anni attraverso
il Pakistan, l’Iran, la Turchia, la Grecia per giungere, infine in
Italia, a Torino.

E’ una storia vera raccontata in maniera pulita, senza mai
indulgere in nessun sentimentalismo, né buonismo. La storia
della vita di un ragazzino che a muso duro, ma con costante ironia,
affronta la vita in tutte le sue, ora spietatissime, ora
dolcissime, sfaccettature. Conosce e sperimenta i lati belli e
brutti delle persone. Sa amare e farsi amare e per questo incontra
spesso delle persone che lo aiutano.

Una storia scritta e interpretata dalla penna di Fabio Geda.
Narrata da Enaitollah. I due infatti si sono conosciuti a Torino e
da un’amicizia, un sodalizio, un forte legame di complicità e
di empatia è nato questo romanzo, che è la ricostruzione
(“la storia vera”, come recita il sottotitolo) della vita del
ragazzo.

Questo è un romanzo da leggere e da far leggere, da
consigliare. Che ci parla di umanità. Di come sia possibile, a
volte, comunicare, aiutare e aiutarsi al di là delle
differenze. Al di là della provenienza, al di là
dell’età. Di come sia bello conoscersi e raccontarsi,
nonostante le sofferenze. Di come possa succedere che qualcuno ci
aiuti, ci ascolti.

Lo vediamo il gentile sorriso di Ena, e sorridiamo e ci commuoviamo
con lui leggendo questo libro. Ma capita anche che ci arrabbiamo,
perché si sa che l’epilogo della sua storia non è la
norma. Che ragazzini come lui non sempre hanno l’opportunità
di avere un futuro, “un desiderio sopra la testa“, come lo chiama
lui.

C’è del puro in questo libro.

 

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