Ogm

Ogm: dubbi e paure ai supermarket coop

Sugli Ogm la Coop vuol vederci chiaro: intervista i suoi clienti sull’argomento e si spinge fino a sperimentare in campo la coesistenza tra mais Ogm e tradizionale. Ecco i risultati delle due interessanti ricerche.

Ogm

Quanto sono informati i consumatori e cosa pensano degli Ogm? E?
questa la domanda alla base dell’indagine effettuata da Coop
?Consumatori? su un campione di 1500 soci Coop. Da 45 punti di
campionamento in Italia gli intervistati hanno risposto
telefonicamente agli esperti di una nota società di ricerche
sulle problematiche legate all?universo Ogm. Ogm e scienza,
coltivazione e commercializzazione degli Ogm, sono le due macroaree
di indagine in cui si sono articolate le domande agli intervistati.
Vediamo quali sono i risultati emersi.

Il 45,6% del campione ha dichiarato di sapere poco degli Ogm, e
il 71,3% di ritenere che non vi siano ad oggi dati sufficienti per
escluderne la pericolosità.

Il 62,5% degli intervistati afferma che in futuro non
acquisterà prodotti Ogm (le più diffidenti sono le
donne, con una percentuale che sale al 67,8%).

Il 55,3% del campione si è dichiarato favorevole alla
coltivazione solo in assenza di rischi di contaminazione per le
altre coltivazioni, e il 34,4% si è dichiarato contrario in
ogni caso.

Per quanto riguarda la commercializzazione, il 62% degli
intervistati si è dichiarato favorevole solo se in assenza
di rischi per chi li mangia; il 27% si è espresso contrario
in ogni caso.

Sull?acquisto di Ogm, la stragrande maggioranza del campione ha
risposto, per il 56,2%, di non averne mai acquistati e di preferire
non acquistarli. A questi si potrebbe sommare il 6,3% di
intervistati che ha dichiarato di credere di averne acquistati, ma
che non li riacquisterebbe. Dulcis in fundo, i soci coop, si sono
espressi in merito a cosa ritengono stia ?dietro? l?introduzione di
Ogm sul mercato. Ebbene il 58,7% ha risposto ?interessi
economici?.

La seconda ricerca Coop, effettuata in collaborazione con il
Consorzio Universitario di scienze ambientali e le
Università di Parma, Bologna e Firenze, ha riguardato la
coltivazione sperimentale di mais, Ogm e convenzionale, per
valutare i rischi di contaminazione. Piantando in campo una
varietà impollinatrice di mais blu, “facendo finta” che
fosse Ogm (anche se in realtà non lo era, perché la
legge italiana vieta la coltivazione di ogm), i ricercatori hanno
potuto verificare a quale distanza può arrivare il flusso
genico, ovvero fino a dove, nei campi di mais adiacenti, si era
spinto il mais blu impollinatore: cariossidi blu hanno contaminato
una fascia di 30- 50 metri, ma hanno raggiunto anche 200 metri.

Coop da tempo ha scelto la strada dell?Ogm free per i prodotti a
marchio. Le carni e le uova a marchio, provengono da allevamenti
che utilizzano mangimi Ogm-free, e tutta la filiera è
controllata.


Paola Magni

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