Il boom degli affitti brevi e l’impennata dei prezzi delle case rende difficile trovare una casa in Cornovaglia. Molti scelgono di trasferirsi in furgone.
Mi è stato fatto notare durante un’intervista su Ambiente Quotidiano che sono stato l’unico ex ministro dell’Ambiente impegnato fin da subito per i NoTriv e i referendum contro le trivellazioni. Abbiamo raccolto 50.000 firme e le abbiamo fatte consegnare ai presidenti dei consigli regionali, ho fatto dibattiti, pubblicato con Angelo Consoli (direttore dell’Ufficio Europeo di Jeremy Rifkin)
Mi è stato fatto notare durante un’intervista su Ambiente Quotidiano che sono stato l’unico ex ministro dell’Ambiente impegnato fin da subito per i NoTriv e i referendum contro le trivellazioni. Abbiamo raccolto 50.000 firme e le abbiamo fatte consegnare ai presidenti dei consigli regionali, ho fatto dibattiti, pubblicato con Angelo Consoli (direttore dell’Ufficio Europeo di Jeremy Rifkin) un libro di ben 400 pagine dal titolo Laudato Sì Trivelle No scaricato gratuitamente in rete da oltre 12.000 persone. E ancora, ho ottenuto l’appello per il sì di Marco Pannella, con mio estremo piacere molto ripreso dai media, e infine presentato in diretta su Radio Radicale, Teleambiente e LifeGate il venerdì sera prima del silenzio elettorale, il documentario Italian Offshore che svela gravi inquinamenti causati dalle piattaforme petrolifere a mare, denuncia poi anche rilanciata dall’Espresso.
Ne è valsa la pena? E non c’era il rischio di ulteriori ripicche da parte delle lobby petrolifere? Certo.
Mi oppongo alle trivellazioni nei nostri mari fin dalla fine degli anni ’80 quando salvammo la costa di Amalfi dalle piattaforme della Elf ottenendo poi dal Parlamento la prima norma NoTriv.
Se qualche mese fa mi avessero detto che gli italiani schierati contro le trivellazioni, che hanno rinunciato a una fetta di domenica di sole e di gite per andare a votare, sarebbero stati oltre 13 milioni, ci avrei messo la firma.
Certo, poi una volta in campo si punta a vincere al massimo e speravo nel quorum.
Ma a me pare che il governo, durante la corsa, abbia capito che avrebbe “perso” e si è ritirato dal campo di gioco. Ha preferito far saltare il tavolo per non essere sconfitto in un gioco leale sostenendo il ‘No’ all’abrogazione della norma-regalo ai petrolieri che avevano votato pochi mesi fa.
Hanno perso nelle urne 86 a 14. Una disfatta. Per me chi non vota non conta, anche se questa vecchia regola del quorum (messa quando andava al voto il 90 per cento degli elettori e non il 55 per cento di oggi) consente di barare. In pratica, sul 55 per cento di chi vota, il 32 per cento è andato a votare e un 23 per cento ha preferito restare comodamente a casa. An che in questo caso l’appello astensionista ha perso, per 32 a 23. Inoltre il voto non è controllabile e non sono poche le piccole realtà dove gli uomini vicino al governo hanno imposto di non votare controllando chi si recava ai seggi.
È bastato incentivare l’astensione già molto diffusa, aggiungere un po’ di pressioni locali per annullare la volontà di decine di oltre 13 milioni di cittadini attivi e motivati.
Per questo, non direi che abbiamo perso. Avremmo perso se i ‘No’ fossero stati più dei ‘Sì’.
L’astensione significa bucare il pallone per non perdere la partita in campo.
Inoltre, bisogna ricordare che sui sei quesiti referendari che le Regioni, per la prima volta nella storia repubblicana avevano presentato, il governo ha fatto retromarcia su cinque. Per esempio, ora sono di nuovo vietate le trivellazioni entro le 12 miglia.
E dopo le magagne venute fuori grazie alla campagna referendaria credo dovranno chiudere tutte le piattaforme obsolete o con concessioni scadute prima che lo faccia la magistratura .
Dopo 13.334.764 ‘Sì’ non credo che Matteo Renzi potrà parlare più di comitatini.
E sono anche convinto che le compagnie petrolifere preferiranno lasciare in pace mari e campagne italiane.
Già oggi, 22 aprile, l’Earth Day, quando all’Onu stanno firmando l’accordo sul clima, io proclamerò a Roma i vincitori della settima edizione di Obiettivo Terra, il premio alle più belle foto dei parchi italiani. È un’ottima occasione per chiedere al governo di riprendere la strada del solare che io avviai nel 2007.
È assurdo infatti che Renzi si vanti ovunque del record italiano sul solare e non solo non mi riconosca il merito (questo è normale in politica) ma continui a ostacolare le rinnovabili. Speriamo abbia il coraggio di un po’ di coerenza e indipendenza dalle lobby.
E soprattutto basta manipolare dati e fare propaganda. Il governo ha perso questa partita 32 a 23 sull’astensione e 86 a 14 nelle urne.
Il trucco di far saltare il quorum è riuscito ma la stima verso il governo è a picco e i NoTriv sono diventati milioni, come peraltro ha rilevato Ipr-Marketing in uno studio sui flussi pubblicato nei giorni scorsi sul Resto del Carlino che preannuncia, con questi numeri, una possibile sconfitta del governo al referendum costituzionale di ottobre.
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