Perché praticare l’aikido

L’arte marziale che va sotto il nome di Aikido non usa la potenza, preferisce l’armonia dinamica, i muscoli rilassati e la concentrazione gioiosa che unisce.

Il suo scopo non è l’agonismo o la difesa personale,
né tantomeno l’annientamento dell’avversario, ma la crescita
spirituale di chi la pratica. Dimenticate i muscoli gonfi e tesi,
la grinta da lottatore e i colpi mortali. Nell’Aikido non si fa
combattimento, la lotta serve solo come studio e verifica per
affinare le proprie capacità e crescere spiritualmente, al
massimo, può essere usato come “difesa della vita”.

Tra le discipline derivate dalle tecniche di guerra del Paese del
Sol levante questa è indubbiamente la più eterea e
raffinata, ma anche la più completa ed efficace.
Caratterizzandosi come una rielaborazione delle tecniche di guerra
dei samurai in chiave spirituale è praticamente impossibile
separare queste due parti. L’efficacia delle tecniche è
comunque reale e per certi versi sconcertante. Il contatto con
l’avversario è minimo, i passi essenziali e rapidi, spesso
circolari, i movimenti sono fluidi, vorticosi e inaspettati.
L’esecuzione delle tecniche determinano spirali e giravolte, usando
le leve naturali del corpo e contatti dinamici concordi o cambi
improvvisi di direzione.

Il praticante – aikidoka – usa negli allenamenti anche alcune armi
tipiche della tradizione giapponese (la spada, il coltello e il
bastone) e adopera la sua mano come una spada (te-gatana). Molte
tecniche a mani nude, derivano proprio dal combattimento con la
spada.
Il principiante si sentirà spesso dire di “stare morbido”,
di non irrigidire i muscoli, di tenere le spalle abbassate e
rilassate, le ginocchia leggermente piegate e la schiena dritta.
Soprattutto è importante non opporsi ai movimenti altrimenti
il dolore, causato dalla resistenza, aumenta anche se non ci sono
quasi mai danni fisici. E’ utile sottolineare anche l’importanza
delle cadute, che costituiscono un gradino fondamentale
nell’apprendimento delle tecniche e nella pratica dell’Aikido.
Hanno lo scopo pratico di evitare di farsi male, ma permettono al
principiante di confrontarsi con le proprie paure e di apprendere
in forma istintiva l’unione corpo-mente. Nel cadere continuamente
si rivitalizza la percezione dell’equilibrio dinamico del corpo e
si sgombra la mente dagli altri pensieri, esiste solo il cadere o,
nella peggiore delle ipotesi, la paura di cadere.

Chi vuole praticare Aikido non pretenda di aumentare il potere o la
forza sugli altri, deve invece comprendere che la vera sfida
è con se stesso. Questo significa massima collaborazione con
i compagni, disciplina e concentrazione nel momento della pratica
Nessuna pretesa verso il mondo esterno, ma impegno e ricerca di
armonia e comprensione. In cambio il praticante ottiene, oltre a un
certo benessere psicofisico, una maggior padronanza di se stesso,
migliorando il rapporto mente-corpo e la sua capacità di
concentrazione e reazione agli eventi.

Francesco Aleo

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