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Giovane, del Sud, amante della bicicletta e dell’innovazione, nominato “ambientalista dell’anno” nel 2008 da Legambiente: a questo identikit risponde il nome di Antonio Decaro, sindaco di Bari, eletto ufficialmente alla presidenza dell’Associazione nazionale dei comuni italiani al posto dell’uscente Piero Fassino. Un identikit che fa ben sperare sotto molti punti di vista: dalla mobilità alle
Giovane, del Sud, amante della bicicletta e dell’innovazione, nominato “ambientalista dell’anno” nel 2008 da Legambiente: a questo identikit risponde il nome di Antonio Decaro, sindaco di Bari, eletto ufficialmente alla presidenza dell’Associazione nazionale dei comuni italiani al posto dell’uscente Piero Fassino. Un identikit che fa ben sperare sotto molti punti di vista: dalla mobilità alle tecnologie, passando per il turismo, il 46enne sindaco barese ha un curriculum che, in teoria, dimostra idee chiare.
Idee di cui si comincia a sentir parlare nel 2008, l’anno in cui Decaro ricevette sia il premio “Amico della bicicletta” da parte della FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta). sia quello di “Ambientalista dell’anno” come riconoscimento ai numerosi interventi “green” realizzati in veste di assessore alla mobilità del comune di Bari per aver favorito l’uso del trasporto pubblico e delle due ruote con la creazione parcheggi di scambio, bike sharing, nuove piste ciclabili, isole pedonali, zone a traffico limitato e a sosta regolamentata. Al tempo, scrisse di lui la rivista di Legambiente La Nuova Ecologia: “Antonio Decaro è stato premiato innanzitutto dai ciclisti, dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta e da tutti coloro che sognano delle città dove gli spostamenti in bici non sono più un’utopia. L’assessore barese ha disegnato attorno a questo mezzo un nuovo modello di città all’avanguardia in Europa”.
ANCI – Decaro presidente: “Ora liberiamo i Comuni per far ripartire l’Italia” https://t.co/Ewvr6azQXO
— ANCI (@comuni_anci) 12 ottobre 2016
Modello portato avanti anche in seguito: eletto consigliere regionale in Puglia nel 2010, in due anni riesce a scrivere e far approvare una legge per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica regionale. A questo si aggiunge l’impegno su altre proposte di leggere sul pluralismo informatico, sull’adozione e la diffusione del software libero, sull’attività ricettiva di albergo diffuso per lo sviluppo di un turismo sostenibile. D’ora in poi, oltre a guidare la città di Bari (è stato eletto sindaco nel 2014, succedendo a Michele Emiliano) a lui spetterà anche il compito di trattare col governo. Il primo messaggio mandato a Renzi da presidente dell’Anci è stato molto chiaro: “Abbiamo una sola richiesta: liberate i sindaci dai vincoli normativi e sbloccate il turnover, e vedrete che l’Italia tornerà a volare. Siamo stanchi di fare i compiti a casa prima e meglio degli altri e di ricevere bacchettate invece di buoni voti”. Ma la speranza degli altri sindaci del Mezzogiorno è quella di ricevere, d’ora in poi, anche maggiori attenzioni per il Sud.
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