Biologico

Biodecalogo, 10 motivi per cui scegliere bio

Scegliere frutta e verdura bio è fondamentale, per il benessere nostro e del pianeta. Vi raccontiamo perché, con un biodecalogo stilato in collaborazione con Portanatura

Scegliere frutta e verdura di stagione, coltivate secondo il metodo biologico, vuol dire fare del bene non soltanto a se stessi, curando la propria salute e il proprio benessere, ma anche al pianeta. Volete sapere perché? Ve lo raccontiamo qui, con un biodecalogo stilato in collaborazione con Portanatura.

1. Il bio rispetta l’ambiente

Se mangiamo frutta e verdura bio inquiniamo meno: secondo uno studio della Federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica (Ifoam), infatti, ogni ettaro coltivato secondo il metodo biologico “taglia” le emissioni di CO2 di cui è responsabile l’agricoltura del 58 per cento.

2. Niente pesticidi, più nutrimento per la Terra

Nel bio non si usano fertilizzanti o antiparassitari chimici, i cui residui, tra l’altro, finiscono poi anche sulle nostre tavole; si preferisce lasciar fare alla natura. Anche perché, quando si utilizzano i pesticidi, solo l’1 per mille del prodotto agisce effettivamente sugli insetti nocivi, mentre il restante 999 per mille contamina tutto l’ambiente circostante. Nel bio si proteggono le piante favorendo lo sviluppo di insetti utili, scegliendo piante rustiche e resistenti, alternando le coltivazioni (per non impoverire il terreno), concimando con letame e compost.

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Per far crescere gli ortaggi bio non servono pesticidi: si preferisce attrarre insetti utili, come le coccinelle!

3. Il bio protegge la biodiversità

La diversità biologica sul pianeta è una ricchezza, alimentare, economica, culturale. Con il metodo bio non soltanto si proteggono gli insetti e i piccoli animali utili ai raccolti, ma anche le piante stesse: i biocontadini scelgono molto spesso di coltivare varietà antiche o rare, talvolta per le loro qualità intrinseche di resistenza agli agenti atmosferici, ma più spesso per proteggere e preservare tradizioni e sapori che hanno fatto la nostra storia e che meritano di essere tramandati.

4. L’importanza della stagionalità

Seguire la stagionalità dei prodotti significa evitare di coltivare gli ortaggi in serre riscaldate artificialmente (spesso con l’aiuto di combustibili fossili, che dunque inquinano e incrementano il riscaldamento globale), utilizzare meno concimi chimici ed avere piante più forti e resistenti. I prodotti di stagione inoltre, sono più gustosi e più ricchi di sostanze nutritive, come vitamine e sali minerali.

5. Ortaggi imperfetti, zero spreco

Quanti prodotti si buttano via perché sono “brutti” e considerati poco adatti ad essere esposti sui banchi dei supermercati? Secondo l’osservatorio Waste Watcher di Last minute market/Swg, ogni anno verrebbero abbandonate nei campi 1,2 milioni di tonnellate di derrate alimentari, perché “fuori standard” o perché andate a male a causa delle condizioni climatiche. Chi coltiva bio non fa discriminazioni in base all’aspetto degli ortaggi: se un frutto è maturo e sano viene venduto ugualmente, anche se è “bruttino”. Ridurre lo spreco è (anche) una questione di etica.

6. Km zero, meno inquinamento

Preferire ortaggi prodotti da contadini geograficamente vicini e cercare di fare meno strada possibile significa contenere i trasporti inquinanti. Grazie ai prodotti a “km zero” si possono evitare tonnellate di emissioni di gas serra che finirebbero in atmosfera, aggravando il problema del riscaldamento globale.

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Il rapporto diretto con chi coltiva i prodotti della rete Portanatura è fondamentale: nasce così una sorta di grande bio-famiglia

7. Il valore dei produttori

Il rapporto diretto con chi coltiva i prodotti della rete Portanatura è fondamentale: nasce così una sorta di grande bio-famiglia, che condivide gli stessi valori e uno stesso stile di vita improntato al rispetto della natura e dei suoi ritmi.

8. Imballaggi? Ridotti al minimo

Gli imballaggi sono per definizione rifiuti: hanno una funzione protettiva temporanea nei confronti degli alimenti, per poi essere gettati molto presto nella spazzatura. Per ridurre al massimo il problema dei rifiuti, meglio utilizzare imballaggi ridotti al minimo indispensabile. La sicurezza degli alimenti deve andare di pari passo con la salute del pianeta.

9. Il bio è sincerità e pazienza

Chi pratica agricoltura biologica utilizza semi “genuini”, ottenuti grazie ad anni di pazienti raccolti e di scambi con altri contadini. La selezione dell’uomo c’è, è vero, ma sempre nel pieno rispetto della natura e dei suoi cicli, spesso all’insegna della collaborazione tra chi la terra la coltiva e la conosce da sempre.

Semi biologici, biodecalogo
Chi pratica agricoltura biologica utilizza semi “genuini”, ottenuti grazie ad anni di pazienti raccolti e di scambi con altri contadini.

10. Il bio crede nelle persone

Le regole del mercato le fanno i consumatori, che sono portavoce di una domanda a cui deve corrispondere un’offerta adeguata. Se la domanda cambia, deve cambiare anche l’offerta, perché è ciò che più conviene al mercato. Cosa significa? Vuol dire che se aumentano le persone consapevoli, che scelgono di acquistare biologico e di stagione, aumenteranno anche i campi coltivati secondo questo metodo, innescando un circolo virtuoso che apporta benefici all’ambiente e agli individui. La realizzazione di un mondo più sano e meno inquinato dipende solo dalle nostre scelte quotidiane.

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