L’economia della bici va alla grande: ecco tutti i dati del Pib

Il Prodotto interno bici (Pib) è l’insieme di numeri che racconta quanto la bici faccia bene non solo all’ambiente e alla società ma muove un’economia superiore al mercato delle esportazioni del vino Made in Italy.

Quanto Pib fanno i ciclisti? Il Prodotto interno bici (Pib) è l’insieme delle voci economiche collegate a tutto ciò che riguarda la bicicletta. Uno studio realizzato da Legambiente ha osservato e incrociato dati e numeri diffusi da Istat, Confartigianato e Conebi (la Confederazione dell’industria europea legata al mercato delle biciclette in Europa) sintetizzando i fattori positivi che apportano le bici sull’economia, sulla società e sull’ambiente.

ciclisti pedalano portafoglio
Gli italiani che si spostano in bici risparmiano ogni anno 127 milioni di euro di carburante. Photo by Justin Sullivan/Getty Images

Quanto vale l’economia della bici del Pib in Italia

Il Pib ha quindi un valore totale equivalente a circa sei miliardi e duecento milioni di euro, una cifra di tutto rispetto per quanto riguarda l’Italia. Tanto per fare qualche confronto stiamo parlando di cifre superiori al valore delle esportazioni del vino italiano, addirittura il doppio del fatturato Ferrari.

Come riporta Legambiente “ci sono Regioni che già con gli attuali livelli di ciclabilità possono contare sulla bici come volano di economia di qualità: il Pib di Emilia Romagna e Veneto supera gli 880 milioni di euro l’anno. In Trentino Alto Adige è invece di oltre 200 milioni di euro l’anno. Queste tre regioni riescono a realizzare insieme circa un quarto dell’intero Pib del Paese”.

Il cicloturismo è la voce in capitolo più importante: più di due miliardi di euro, seguito dal mercato delle bici (componentistica, accessori e riparazioni inclusi) con circa 1,1 miliardi e i benefici sanitari legati all’attività fisica con più di un miliardo. Segue al quarto posto con 960 milioni la voce dei benefici sociali e sanitari per i bambini.

Ci sono anche altri elementi che, pur con cifre minori, non vanno affatto sottovalutati per l’impatto positivo che hanno sulla società e sull’economia. Prendiamo i 107 milioni dedicati al contenimento dei costi delle infrastrutture e dell’artificializzazione del territorio: soldi ben investiti per opere a minor impatto ambientale che incentivano una mobilità sostenibile e al contempo riducono sensibilmente il consumo di suolo. O i quasi 200 milioni che sono il risultato dei benefici derivanti dalla riduzione dei tassi di assenteismo a lavoro (muoversi in bici rende più attivo l’organismo che si ammala di meno).

Ci sono poi tre voci dedicate prettamente a questioni ambientali: la riduzione dei costi ambientali dei gas serra (94 milioni), la riduzione dei costi sociali dei gas serra (sostanziosi 428 milioni ) e il miglioramento della qualità dell’aria (18 milioni), che soprattutto nelle grandi città comincia a trasformarsi in una seria questione con ripercussioni sulla salute e sulla spesa sanitaria.

Anche l’inquinamento acustico è un tema da non sottovalutare, poiché può causare problemi di salute: quasi tredici milioni è la cifra riconosciuta come beneficio per la riduzione di questo fattore.

Infine uno sguardo anche al portafoglio: l’economia della bici riduce il consumo di carburanti, con un conseguente risparmio di denaro per chi decide di pedalare tutti i giorni per un totale di 127 milioni.

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