Platone e il secondo mito di Amore

Platone ci offre una delle più belle pagine sul mito di Amore. Amore non è né dio né un mortale. Amore è un demone, un essere tra gli dei e gli uomini.

Platone, nel “Convito”, ci offre una delle più straordinarie pagine di tutti i tempi sul mito di Amore:

“Siccome dunque Amore è figlio di Penia e di Poros ecco qua è la sua condizione. Intanto, è povero sempre; e non è affatto delicato e bello, come per lo più si crede; bensì, duro, ispido, scalzo, senza tetto; giace per terra sempre, e a possiede per coprirsi; riposa dormendo sotto l’aperto del cielo nelle vie e presso le porte. Insomma riferisce chiara la natura di sua madre, dimorando sempre insieme con povertà.

Da parte di padre invece, Amore insidia con accorti espedienti i belli nel corpo e nell’anima; è valoroso, audace. È veemente. Cacciatore possente è Amore, intreccia sempre astuzie e intrighi; ansioso di possedere perspicace visione e ricco d’espedienti per procurarsela. Amante per tutta la vita di sapienza, filosofo cioè.

E per sua natura non è né mortale né immortale; ma, un momento, nel medesimo giorno quand’ogni espediente bene gli procede, è tutto in fiore e tutta vita, un momento successivo Amore muore, e torna poi in vita grazie alla paterna natura; ma, quanto è riuscito a procurarsi, a poco a poco via sempre gli sfugge. Insomma Amore non è mai del tutto povero; né, d’altra parte, del tutto ricco. Si trova in mezzo fra ignoranza e sapienza.”

Amore, nato nel medesimo giorno di Afrodite, come i genitori, è mancante e desiderante da un lato, e audace e ingegnoso dall’altro. L’uomo, cioè, avverte in modo struggente la mancanza di amore, e, allora, s’ingegna, in senso fisico e spirituale, per colmare tale mancanza, ricercando la persona da amare e da cui essere riamato.

Amore non è un dio né un essere mortale, bensì un demone, ovvero un essere intermedio tra gli dei e gli uomini.

Amore è, soprattutto, filo-sofo, nel senso che non possiede per intero la sapienza, prerogativa degli dei, ma ad essa aspira. Proprio perché non è né ignorante né sapiente, Eros è animato dal vibrante desiderio della sapienza, che cerca ardentemente in un perenne viaggio conoscitivo.

E, forse, è proprio questo il vero messaggio che ci vuole trasmettere Platone: finalizzare tutta la nostra esistenza, consapevoli dei nostri limiti, alla conoscenza e al vero sapere, che consistono nel Bello e nel Bene.

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