Judoith Suminwa Tuluka, la prima donna premier della Repubblica Democratica del Congo

Judith Suminwa Tuluka ha dichiarato che lavorerà per la pace e lo sviluppo del Paese, dopo essere stata nominata dal Presidente Tshisekedi.

Judith Suminwa Tuluka è la prima donna a ricoprire la carica di primo ministro nella Repubblica Democratica del Congo. Ministro della Pianificazione uscente, è stata chiamata dal presidente Félix Tshisekedi a guidare il governo lunedì 1 aprile, a distanza di più di un mese dalle dimissioni di Jean-Michel Sama Lukonde, presentate lo scorso 21 febbraio.

La nomina di Suminwa Tuluka pone fine al percorso di formazione del governo in seguito alla rielezione del presidente Félix Tshisekedi, un processo complicato sin dall’inizio: prima le accuse di irregolarità e la richiesta di ripetere il volto da parte delle opposizioni, poi l’annullamento dell’elezione di 82 deputati accusati di incitamento alla violenza.

Chi è Judith Suminwa Tuluka

La nuova premier è un’economista con una carriera prestigiosa. Nel 2012 ha lavorato al Ministero delle Finanze per poi spostarsi al Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Unpd), dove è diventata un’esperta nazionale in un progetto di sostegno alla comunità nella parte orientale del paese.

“Sono consapevole della grande responsabilità. Lavoreremo per la pace e lo sviluppo del Paese. So che il compito è grande e le sfide immense, ma con il sostegno del presidente e di tutti, ce la faremo.” ha dichiarato alla televisione di Stato in seguito alla sua nomina.

Gran parte della società civile, del mondo imprenditoriale e delle organizzazioni dedite alla tutela dei diritti delle donne ha accolto con favore la nomina di Suminwa Tuluka. Isabelle Pondeza, presidente del Collectif des associations féminines pour le développement (Cafed), organizzazione di base nel Kivu colpito da anni di conflitti, ha dichiarato all’emittente locale Radio Okapi che le donne delle regioni orientali si aspettano molto dalla nuova premier.

Le sfide per il nuovo governo

La nuova premier avrà il compito di promuovere le priorità dichiarate dal presidente Tshisekedi in materia di occupazione, giovani, donne e coesione nazionale per il Paese africano di circa 100 milioni di persone.

Tshisekedi è diventato presidente per la prima volta nel 2019 promettendo di migliorare le condizioni di vita nella Repubblica Democratica del Congo – che vanta ricchezze minerarie, ma ha una popolazione in gran parte impoverita – e di porre fine a 25 anni di spargimenti di sangue nell’est del Paese.

Twshisekedi
Felix Tshisekedi a Goma durante la campagna elettorale © Alexis Huguet/AFP via Getty Images

Il presidente non ha mantenuto tali promesse, ma ha fatto campagna per un secondo mandato sulla base dei risultati ottenuti, come la gratuità dei farmaci primari, chiedendo un altro mandato per “consolidare” i progressi.

Secondo le Nazioni Unite, circa sette milioni di persone sono sfollate a causa del conflitto nella regione orientale del Paese. La situazione della sicurezza è peggiorata nella provincia del Nord Kivu, dove le molteplici milizie ribelli stanno portando avanti massacri e occupando sempre più territori, in un momento storico in cui si sta smobilitando la missione dell’Onu Monusco dedicata alla tutela proprio di quei territori. Tra le milizie la più importante è il gruppo ribelle M23, sostenuto dal Ruanda e in parte anche dall’Uganda, la cui avanzata verso Goma sembra inarrestabile.

 

Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Articoli correlati
Ci sono quasi 7 milioni di sfollati nella Repubblica Democratica del Congo

Dall’inizio di ottobre, il conflitto tra i ribelli dell’M23, il Movimento 23 marzo, e le milizie legate al governo centrale della Repubblica Democratica del Congo si è intensificato nella provincia orientale del Nord Kivu, soprattutto a nord del capoluogo Goma, causando la più grande crisi umanitaria al mondo in termini di sfollati interni, ossia sono