Prodotti biologici: montate le accuse

L’United States Department of Agricolture toglie i dubbi sui prodotti biologici. Uno studio del Dipartimento dell’Agricoltura USA.

Oggi sono stati resi noti in USA i risultati di uno studio
quinquennale condotto a livello federale sui prodotti biologici.

E’ stato finalmente dimostrato, con dati e cifre incontrovertibili,
che in frutta e verdura ‘bio’ (in inglese “organic”) i livelli di
residui contaminanti (concimi chimici, pesticidi, fitofarmaci) sono
incomparabilmente più bassi rispetto agli analoghi prodotti
convenzionali.

Rispetto ai prodotti spruzzati, irrorati e concimati, su quelli
biologici o non si riportano residui contaminanti, o (nel 23% dei
casi) se ne riscontrano tracce minime, inferiori di dieci
volte.

La notizia non è da poco: negli States, e non solo
lì, ogni tanto salta fuori qualche voce che i prodotti
biologici sono… bufale.

Questo studio è condotto dall’United States Department of
Agriculture (il Ministero dell’agricoltura), un organo
super-partes, e sgombra il campo da ogni residuo contaminante… di
dubbi.

I funzionari del ministero non devono aggiungere alcun commento,
poiché si tratta di dati, non di campagne politiche.
C’è poi chi applaude, come l’EPA, l’Environmental Protection
Agency, che da anni è impegnata per abbattere i residui di
pesticidi. E c’è chi minimizza: il portavoce dell’American
Council on Science and Health (finanziato per il 40% del suo
bilancio dalle industrie) ha dichiarato: “E allora? I rischi per la
salute associati con i residui di pesticidi nei cibi non sono tutti
scientificamente acclarati. Io penso che i pesticidi che assumiamo
con il cibo non mettano in pericolo la salute umana”.

Invece, secondo l’Environmental Working Group, attivissima
organizzazione di ricerca ambientalista “il rapporto dimostra
ciò che già tutti immaginavamo: vuoi ridurre la tua
esposizione ai pesticidi? Mangiare ‘bio’ è un ottimo modo
per riuscirci.”

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