Quando Prince cantava Donald Trump

La notizia della morte di Prince ha già fatto il giro del mondo. La sua biografia in queste ore è stata riassunta in numerosi siti. Qui trovate una piccola curiosità che lega il suo nome al pretendente più discusso e rumoroso per le presidenziali americane di novembre.   Era il 1990, i “The Time” (ora conosciuti come

La notizia della morte di Prince ha già fatto il giro del mondo. La sua biografia in queste ore è stata riassunta in numerosi siti. Qui trovate una piccola curiosità che lega il suo nome al pretendente più discusso e rumoroso per le presidenziali americane di novembre.

 

Era il 1990, i “The Time” (ora conosciuti come “The Original 7even”) sono la band funk formata dai più stretti collaboratori di Prince. Nel loro quarto album “Pandemonium”, la settima traccia (quinta canzone) s’intitola “Donald Trump (Black Version)”.

 

Donald Trump e Ivana Trump
Donald Trump e l’ex moglie Ivana © Dave Kotinsky / Stringer

 

Allora Trump era “solo” uno degli uomini più ricchi e conosciuti d’America, già noto per l’appariscente moglie Ivana, per i modi sbruffoni, l’ostentazione pacchiana della ricchezza e per cercare sempre di essere al centro dell’attenzione. Insomma, la versione bianca e ricca di alcuni rapper, e senz’altro del personaggio incarnato sul palco da Morris Day, frontman della band.

 

Morris Day
Morris Day, frontman dei the Time © Kevin Winter/Getty Images

 

Nel testo, secondo la peggiore tradizione maschilista, il cantante si rivolge a una ragazza dicendole che il suo amore sarebbe stato facilmente messo alla prova se avvicinata da qualcuno molto ricco, quindi le assicura che chi avrebbe potuto soddisfare ogni suo desiderio sarebbe stata una versione afro-americana del noto miliardario, la “Black Version” di Trump, appunto.

 

Ebbene, la canzone in realtà è stata scritta da Prince, che ha suonato tutti gli strumenti (eccetto per il sax di Candy Dulfer). Resta il dubbio sulla paternità del testo, più probabilmente attribuibile al cantante Morris Day.

 

Il brano, a dire il vero, non è affatto indimenticabile, e sembrava destinato a un rapido oblio (“a 1990’s love affair” si cantava nel ritornello). Eppure, guarda il caso, a volte ritornano.

 

Per ascoltarlo potete cliccare qui oppure qui: Donald Trump (Black Version)

 

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