Rainbow per Rimbaud

Un omaggio al poeta maledetto. Un viaggio sulle orme di Rimbaud. Un pellegrinaggio d’amore e follia che culmina in poesia.

Robert è un uomo di trentasei anni, ha lunghi capelli
rossi e vive raggomitolato in un armadio su cui ha inciso la parola
“battello”. La parola rimanda immediatamente il lettore al “bateau
ivre”, il celebre battello ebbro cantato dal poeta Rimbaud. È
lui infatti il mito di Robert. Robert conosce tutte le sue poesie a
memoria, lo adora. Un giorno, durante una delle sue visite al
cimitero per rendere omaggio al poeta, suo padre distrugge
l’armadio-battello, così Robert decide di partire e
ripercorrere i luoghi in cui il grande scrittore ha vissuto. A
fargli compagnia Isabelle, centralinista incontrata fatalmente,
bianca come i fiori del biancospino, tremuli sul suo balcone.

 

L’autore fa rivivere Rimbaud in maniera originale, attraverso
lo strampalato personaggio di Robert, che arriva a farsi tatuare
sul volto e su tutto il corpo le poesie del poeta maledetto. Grazie
alle sue doti vignettistiche, frutto della sua prima professione
che è quella di fumettista, Teulé riesce a restituire
attraverso la scrittura dei veri e propri quadretti: le scene del
libro, che in fascino superano di gran lunga i concreti contenuti,
sembrano infatti delle vivide vignette, dipinte con uno stile
surreale, bizzarro. Eccentrico.

 

Questo libro fa parte della trilogia dei poeti maledetti: Jean
Teulé ha scritto infatti altri due libri, uno dedicato a
Verlaine, l’altro a François Villon.

 

“Gog” a cui
appartiene questo libro è diretta da Leonardo Luccone ed
è una collana pop di narrativa internazionale che, come si
legge sul sito di presentazione “si propone di compiere la stessa
operazione che fece Andy Warhol con le Factory: intercettare icone,
miti, personaggi, storie esemplari, mode, e trasporli,
reinterpretarli, trasfigurarli sull’altare del romanzo”.

 

Una curiosità. Il font usato in “Rainbow per Rimbaud”
è stato realizzato appositamente per la collana da Pablo
Echaurren, tra i migliori illustratori in circolazione e anche
illustratore del primo libro della collana, “Caro signor Capote” di
Gordon Lish, l’editor di Raymond Carver.

 

Insomma, un libro bello, anche esteticamente. Un racconto
divertente e molto, molto poetico. Inserito in un progetto
editoriale decisamente interessante e originale.

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