La campagna elettorale inglese si gioca (anche) sull’ambiente

Nel Regno Unito l’ambiente entra in pieno nella campagna elettorale. Vincerà chi saprà convincere i cittadini dei propri intenti “verdi”?

Nella campagna elettorale britannica che anticipa le elezioni del prossimo 7 maggio si combatte (anche) a colpi di promesse ambientaliste, un segno che la tutela del verde diventa politicamente sempre più importante in diverse parti del mondo. E più rilevante anche per i cittadini stessi.

 

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David Cameron.

La campagna elettorale, tra verde e opere pubbliche

Il ministro ombra dell’Ambiente, la laburista Maria Eagle, critica la gestione forestale dell’amministrazione Cameron, sostenendo che abbia avuto intenzione di svendere il verde pubblico e promette che il suo partito farà di tutto per proteggerlo.

 

Secondo la Eagle, l’ex ministro dell’ambiente Caroline Spelman sarebbe stata costretta a fare marcia indietro e a non svendere il patrimonio forestale nel 2011 a causa delle proteste dei gruppi ambientalisti, che hanno presentato una petizione firmata da 500 mila persone. Il suo successore, Owen Paterson, aveva poi dichiarato che si sarebbe impegnato per evitare che le foreste pubbliche potessero essere messe in vendita. Tuttavia, membri dell’Independent Panel on Forestry hanno accusato il ministro di non aver messo in atto nessuna misura legislativa per impedire che ciò accadesse.

 

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Maria Eagle. Foto ©Steve Meddle

Le colpe di Cameron

Sempre a detta della laburista,  “David Cameron ci ha promesso il ‘governo più verde che mai’, ma la realtà è che abbiamo avuto cinque anni di degrado ambientale e di declino della natura. Questo governo è stato un disastro per l’ambiente”. La risposta dei conservatori è che l’amministrazione non ha mai voluto svendere il verde pubblico e che anzi sono stati messi a dimora migliaia di alberi.

 

Tra le promesse elettorali, Maria Eagle sostiene la necessità di creare un piano di 25 anni per garantire il recupero della flora e della fauna e di dare alle persone maggiore accesso al verde, di occuparsi di più della tutela della biodiversità e di “utilizzare” il verde per la lotta ai cambiamenti climatici.

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