Rudolf Steiner, la scienza dello spirito

Rudolf Steiner ha l’antroposofia ponendo così le basi per un nuovo approccio alla realtà. I suoi insegnamenti sono applicati nei vari centri antroposofci.

Nato a Kraljevec, nel 1861, sul confine ungaro-croato, Rudolf Steiner sin da piccolo scoprì di poter udire e vedere anche con organi diversi da quelli meramente fisici, con una percezione della realtà molto più ricca e complessa di quanto non si raggiunga solo grazie all’ausilio dei cinque sensi. Studiò filosofia e poco più tardi biologia, chimica e fisica, dedicandosi in particolar modo allo studio degli scritti scientifici di Goethe, da cui dedusse che la scienza moderna non afferrava l’elemento vitale della natura, cosa che invece ribadiva il noto poeta e naturalista.

Nel 1902 Steiner dichiara che lo scopo della sua attività futura è di “trovare nuovi metodi per lo studio dell’anima su base scientifica”: è questa la data in cui ha origine l’antroposofia. Dal greco antrophos, uomo, e sophia, saggezza, questa è una disciplina che mira ad ampliare la coscienza interiore, grazie alla quale l’uomo può sperimentare se stesso come cittadino di due mondi: quello fisico e quello spirituale.

Rudolf Steiner nel 1916. (© Fine Art Images/Heritage Images/Getty Images)
Rudolf Steiner nel 1916. (© Fine Art Images/Heritage Images/Getty Images)

Mentre l’attuale concezione del mondo deriva dall’osservazione di quanto cade sotto il dominio dei sensi corporei, l’antroposofia parte dal presupposto che esista un mondo soprasensibile e che di questo si possa avere una conoscenza chiara attraverso una diretta esperienza dell’anima. L’antroposofia allarga l’ambito delle percezioni accessibili e applica ai dati dell’osservazione soprasensibile lo stesso processo di elaborazione che porta alla conoscenza scientifica. In tal senso conduce ad una reale “scienza dello spirito”.

La via verso queste forme superiori di conoscenza è indicata nelle sue opere fondamentali, in particolare ne La filosofia della libertà. L’indagine soprasensibile arriva a parlare non solo di un aspetto fisico, ma anche di un aspetto animico e di uno spirituale. La natura umana, secondo Steiner, è composta in primo luogo dal corpo fisico, che l’uomo ha in comune con tutte le sostanze minerali del suo ambiente. Il secondo elemento è il corpo eterico che l’uomo ha in comune con tutte le entità viventi del suo ambiente, ossia quelle vegetali ed animali. Il terzo elemento è il corpo astrale, che è veicolo di piacere e sofferenza, gioia e dolore, di tutte le sensazioni, idee, pensieri. L’uomo ha in comune questo corpo solo con il mondo animale. Infine c’è l’elemento supremo dell’entità umana, il corpo dell’Io, dell’autocoscienza.

Il Goetheanum nel 1916, il centro di studio creato da Rudolf Steiner. (© Fine Art Images/Heritage Images/Getty Images)
Il Goetheanum nel 1916, il centro di studio creato da Rudolf Steiner. (© Fine Art Images/Heritage Images/Getty Images)

Nel 1914 Steiner diede il via alla costruzione del “Goetheanum” a Dornach, nei pressi di Basilea, dove ebbe sede il centro di tutti diversi campi di studio e di attività da lui promossi: l’educazione scolastica, la ricerca scientifica, la medicina, l’agricoltura, la pittura, la musica, la danza, l’euritmia, l’architettura e il generale processo di rinnovamento culturale, nonché un’accurata reinterpertazione del Vecchio e Nuovo Testamento, in una chiave originale e illuminante.

Steiner morì nel 1925. La sua morte non ha segnato la fine dell’antroposofia, attiva in così tanti campi dell’azione umana. Ancora oggi a Dornach e a Stoccarda ci sono i centri più autorevoli, ma in molti altri Paesi, compreso il nostro, ci sono centri culturali, scuole, medici e cliniche che continuano ad applicare gli insegnamenti del loro maestro.

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