Aldo Nove. Si parla troppo di silenzio

Aldo Nove ha ritratto la fantasia ‘nel modo giusto’ in questo libro. Ha posto oggetti e soprattutto soggetti nello stesso luogo, sotto le luci giuste.

“Cosa sarebbe successo se…?” Quante volte capita di
pensarlo! Se le cose fossero andate diversamente, se avessimo preso
una strada piuttosto che un’altra. Se fossimo stati in quel posto.
Se avessimo parlato con quella persona. Se fossimo nati in un’altra
epoca. Se, se, se. Bizzarrie? Bislacche congetture? Arditi
pensieri?

E se due grandi artisti si fossero incontrati? Ecco, questo libro
mette in scena un tipico “cosa sarebbe successo se”. Se due delle
personalità più illustri dell’arte americana del
Novecento si fossero conosciute: lo scrittore Raymond Carver e il
pittore Edward Hopper. Hopper, ormai pittore affermato, durante un
viaggio con la moglie Jo, ispirato, si ferma vicino al fiume Butte
Creek, in California, per dipingere un paesaggio. Qui, conosce
Raymond Carver. E dal “se” nasce la storia.

L’autore, Aldo Nove, partendo dal pretesto dell’incontro tra i due
artisti, mette in scena un’architettura per un racconto molto
delicato e poetico in cui dà un saggio delle
sensibilità dei due artisti. I puristi, gli intenditori e
gli amanti dell’arte dei due protagonisti, forse potrebbero vedere
questo libro come una forzatura. Ma, uscendo da questo schema e
considerandolo per quel che è, ovvero un racconto,
un’espressione artistica, un “incontro immaginario” si può
apprezzare la messinscena e lo stile dell’autore. D’altronde, come
si legge in una battuta di Carver, “essere qui con la
capacità di esserci a bocca aperta, è il senso di
tutto, te lo dicevo prima”. Quindi, consigliamo di leggere questo
libro e di rimanere a bocca aperta per lo stile e il lirismo di
alcune scene.

Viene voglia di conoscere a fondo l’opera dei due artisti, di
sapere di più sulle loro personalità. Per comprendere
meglio i dialoghi immaginati in questo libro. Per comprendere
meglio quel realismo che accomuna e avvicina i due artisti, anche
in questi ipotetici dialoghi. “Quanta fantasia c’è nel
reale, nella vita di tutti i giorni. Si tratta di ritrarla nel modo
giusto, di darle forma, o parola, ombra o silenzio, luce che
immobilizza o buio che sospende.” Dice Hopper nel libro.

Ecco, Aldo Nove ha ritratto la fantasia ‘nel modo giusto’ in questo
libro. Ha posto oggetti e soprattutto soggetti nello stesso luogo,
sotto le luci giuste. E ci ha dato un’idea di che cosa sarebbe
successo se… Raymond Carver e Edward Hopper si fossero
incontrati.

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