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La nuova presidente della Corte costituzionale è Silvana Sciarra, prende il posto di Giuliano Amato. Tra le priorità: la lotta contro la violenza sulle donne.
Silvana Sciarra è la nuova presidente della Corte costituzionale. È la prima donna a essere eletta giudice costituzionale dal parlamento e la seconda a ricoprire questa carica (la prima era stata Marta Cartabia, dal 2019 al 2020). Con 8 voti su 15, supera nelle preferenze Daria de Pretis e sostituisce al vertice della Corte Giuliano Amato. Rimarrà in carica fino all’11 novembre 2023, quando scadrà il mandato di nove anni di giudice costituzionale.
Una buona notizia per quanto riguarda la lotta contro la violenza sulle donne e contro il fenomeno del femminicidio: la giudice Sciarra, sia a parole – come ha dimostrato nel suo discorso di insediamento – sia nei fatti con le sentenze, ha dimostrato una sensibilità verso il tema dei diritti delle donne. Sua, per esempio, è la sentenza che tutela i diritti dei figli dei nuclei familiari composti da due madri.
“Il femminicidio è un tema su cui non si può non avere una sensibilità accentuata”, ha esordito la nuova presidente, evidenziando quanto le risorse per contrastare gli omicidi nati dalle violenze domestiche non siano sufficienti. “Forse il sistema di tutela non è abbastanza forte, forse le donne non sono abbastanza informate. Rafforzando nelle donne la consapevolezza dei loro diritti si espande anche la loro forza di reagire a forti pericoli. Ogni volta, sempre più, io stesso rimango sconvolta dai nuovi casi di femminicidio”, ha aggiunto la presidente.
Le donne ricorrono anche nel tema lavoro. Nel suo primo discorso, Silvana Sciarra non ha escluso un intervento sullo statuto dei lavoratori e che “il modo migliore per far emergere le donne, ancora più di quanto non abbiano già fatto, è offrire alle giovani donne le stesse occasioni di crescita a partire dalla formazione e dalle occasioni di ingresso nei mercati del lavoro che precedentemente erano preclusi alle figure femminili. Bisogna far emergere la competenza delle giovani donne”.
Alcune delle pronunce più significative di Sciarra sono proprio state emesse a favore dei diritti dei lavoratori: da citare la sentenza che ha consentito la ripresa della contrattazione economica collettiva nel settore del lavoro pubblico, dopo il blocco per risparmio di spesa (2015) e le decisioni che hanno inciso sui criteri di determinazione dell’indennità prevista per i licenziamenti illegittimi, al fine di dissuasione il datore di lavoro dal licenziare illegittimamente.
Come giudice costituzionale ha redatto 159 decisioni. Classe 1948, nata a Trani, docente emerito di diritto del lavoro e di diritto sociale europeo all’università di Firenze: questi alcuni elementi che caratterizzano il curriculum della nuova presidente della Corte costituzionale. Nel 2017 viene insignita dal presidente della repubblica dell’onorificenza Cavaliere di Gran Croce dell’ordine al merito della repubblica italiana.
Sciarra ha poi collaborato con la Commissione europea in numerosi progetti di ricerca e ha ricevuto il dottorato di ricerca in legge honoris causa presso l’università di Stoccolma nel 2006 e di Hasselt nel 2012. “Non posso nascondere l’orgoglio di essere stata la prima donna eletta dal Parlamento perché è prevista una maggioranza dei due terzi”, ha aggiunto Sciarra in conferenza stampa. “Dico questo perché la trasversalità del consenso è quella da cui si trae l’indipendenza“.
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