Negli Stati Uniti la CO2 torna al 1994

Calano le emissioni climateranti degli Stati Uniti a 5,29 miliardi di tonnellate. Una diminuzione del 3,8%, il valore più basso dal 1994.

Sono calate del 12% le emissioni di CO2 degli Stati Uniti, rispetto
all’anno del picco americano – il 2007 -, migliorando addirittura i
livelli registrati nell’anno della recessione, il 2009. Un totale
di 5,29 miliardi di tonnellate pari al 3,8% in meno rispetto
all’anno precedente. Si tratta dei valori più bassi mai registrati dal
1994
.

L’ha reso noto l’Energy Information Administration, ala del
Dipartimento dell’Energia statunitense (DOE) che si occupa appunto
di elaborare dati e statistiche. “Il calo delle emissioni è il
maggiore mai registrato nonostante una crescita del PIL che si
attesta sul 2,8%”, ha detto l’EIA. Nonostante crescita economica e
crescita della popolazione, gli Stati Uniti sono comunque riusciti
a tagliare le emissioni climateranti.

 

Meno energia, meno consumi, meno emissioni.
Secondo l’Agenzia sono molti i fattori entrati in gioco. Ma i
principali sono due: la diminuzione della richiesta energetica nel
settore residenziale (un 22% del totale), dovuto principalmente a
politiche di maggiore efficienza e, in secondo luogo, la scelta di
passare dal carbone al gas naturale per la produzione di energia
elettrica.

Ciò ha permesso un notevole risparmio rispetto agli anni
precedenti. Da non dimenticare naturalmente le rinnovabili, con un
sostanziale aumento dell’eolico installato, mentre le altre fonti
hanno registrato un calo.

Gli altri fattori determinanti, come sottolineato dalla stessa
Agenzia, sono stati una stagione metereologicamente mite e il
settore dei trasporti, che si sta dirigendo verso veicoli sempre
più efficienti.

Nonostante tutto però l’Agenzia non è sicura che questa
sia una vera inversione di rotta degli Usa per quanto riguarda le
emissioni di anidride carbonica, e resta quindi cauta rimandando la
questione ai prossimi rapporti.

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