Investimenti sostenibili

Svezia, il fondo pensione esclude sei aziende: “Violano l’Accordo di Parigi”

Anche se Donald Trump non crede nell’Accordo di Parigi, i grandi investitori sembrano pensarla diversamente. Lo dimostra questa decisione storica.

Liberarsi dei propri investimenti in un’azienda, unicamente perché le sue attività sono ritenute in contrasto con l’Accordo di Parigi sul clima. È successo per la prima volta in assoluto in Svezia. Protagonista, il più grande fondo pensione del Paese nordico.

L’Accordo di Parigi diventa il criterio da seguire

AP7 è il fondo statale che eroga le pensioni a 3,5 milioni di svedesi. Gestisce in tutto circa 35 miliardi di euro, che (come accade per qualsiasi altro fondo) sono investiti in una lunga serie di società in tutto il mondo. D’ora in poi, però, di questa lista non faranno più parte sei società, tutte legate al settore dell’energia: ExxonMobil, Gazprom, TransCanada, Westar, Entergy e Southern Corp. La promessa di AP7 è quella di non investire più, nemmeno in futuro, nelle aziende che non sono allineate con l’Accordo di Parigi, che diventa così a pieno titolo “uno dei criteri applicati nell’analisi”, come dichiara lo stesso fondo tramite una nota. Un segnale confortante, che sembra non subire il contraccolpo della decisione di Donald Trump di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo e di puntare con forza sui combustibili fossili.

Le reazioni delle compagnie petrolifere

Come riporta l’agenzia Reuters, ExxonMobil, Westar, Southern Corp ed Entergy sono state escluse perché hanno cercato di contrastare l’introduzione di normative a tutela del clima negli Stati Uniti. Si punta invece il dito su Gazprom per le sue esplorazioni petrolifere nell’Artico, in Russia. Alla compagnia petrolifera canadese TransCanada è contestato il progetto del maxi-oleodotto Keystone XL, che – dopo lo stop deciso dall’ex-presidente Barack Obama – è stato rilanciato da Donald Trump nei primi mesi del suo mandato.

Mentre le associazioni ambientaliste invitano altri grandi investitori a seguire l’esempio, le reazioni da parte delle aziende escluse sono piuttosto fredde. Tramite una nota, Entenergy dichiara “infondata” la decisione e fa sapere di “aver strenuamente sostenuto politiche intelligenti sulle emissioni per oltre un decennio” e di aver abbassato le sue stesse emissioni di Co2 del 20 per cento a partire dal 2000.

ExxonMobil protesta usa
Una protesta contro la compagnia petrolifera ExxonMobil negli Stati Uniti ©Spencer Platt/Getty Images

Anche ExxonMobil tra gli esclusi

Si definisce invece “rispettosamente in disaccordo” ExxonMobil, affermando di aver “sempre sostenuto apertamente l’Accordo di Parigi”, considerandolo come “un efficace quadro globale per la mitigazione dei rischi legati ai cambiamenti climatici”. In questo periodo l’ambiente è un tema caldo per il colosso petrolifero americano, che nell’ultima assemblea degli azionisti ha assistito alla schiacciante vittoria (a sorpresa) di una mozione con cui i suoi stessi soci gli chiedono un report dettagliato sull’impatto che le politiche globali per limitare l’aumento delle temperature avranno sul suo modello di business.

 

Foto in apertura: Jean De Pena – collectif à-vif(s) / 350.org (Flicrk)

 

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