Expo 2015

La Svizzera si presenta a Expo: “La lotta alla fame deve andare di pari passo alla lotta alla povertà”.

Al National Day dedicato alla Confederazione svizzera si festeggia, si sfila, ma si parla anche di diseguaglianza, di consapevolezza e di soluzioni.

“Ce n’è per tutti?”. Campeggia in cima al Padiglione della Svizzera quello che è il messaggio portato dalla Confederazione ad Expo 2015.  Un motto che parla in particolare ai consumatori e stimola a prestare attenzione alle proprie abitudini alimentari.

 

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La presidente della Confederazione svizzera, Simonetta Sommaruga. Photo by Expo 2015/Daniele Mascolo.

 

Le quattro torri, costruite a tempo di record, ospitano infatti i quattro prodotti tra i più importanti del Paese d’Oltralpe: sale, acqua, caffè e mele (rondelle essicate). Qui il visitatore può salire e può prendere quanto prodotto vuole. In base ai consumi il pavimento delle torri si abbasserà, fino a toccare il suolo. Da quel momento in poi le risorse saranno finite. Non importa se sarà agosto o settembre.

La volontà di colpire il visitatore è confermata dalle parole di Simonetta Sommaruga, presidente della Confederazione svizzera, presente ieri al National Day dedicato al Paese rossocrociato: “Dagli anni ’90 ad oggi siamo riusciti a ridurre di oltre 200 milioni le persone che sofforno la fame. Si tratta di cifre che ci danno coraggio“, dichiara durante la conferenza  di apertura. “Ma sappiamo che sono 800 milioni le persone che non hanno cibo a sufficienza. La sicurezza alimentare è un tema complesso e la lotta alla fame deve andare di pari passo alla lottà alla povertà“.

La giornata ufficiale nazionale è stata anche motivo per partecipare al corteo composto da 100 musicisti e artisti provenienti dai cantoni svizzeri.  Una finestra sulla cultura popolare svizzera. Pifferi e tamburi suonati dalle maschere tipiche del carnevale di Basilea. Suonatori del corno delle Alpi e gli sbandieratori del canton Uri, ai gruppi di danza popolare. Il tutto contornato da sorrisi e una certa dose di leggiadrìa.

 

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Photo by Rudi Bressa.

 

Ma la Svizzera significa anche pragmatismo, responsabilità, azione.  Non solo come Paese ricco, tra imigliori al mondo come qualità della vita, ma partecipe ad iniziative volte alla lotta alla povertà e al miglioramento delle condizioni di chi la fame la soffre. “Dobbiamo farci domande scomode”, sottolinea la presidente Sommaruga. “Perché alcuni Paesi soffrono la fame quando sono ricchi in combustibili fossili, materie prime e materiali preziosi? Com’ è possibile che tra i Paesi che soffrono la mortalità infantile vi siano 12 Paesi africani ricchi di materie prime?”.

 

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