I dolcificanti artificiali alterano il metabolismo, le prove sono in aumento
Nuove evidenze scientifiche suggeriscono un legame tra i dolcificanti artificiali senza calorie e il controllo della glicemia.
Gli additivi sono sostanze chimiche aggiunte a prodotti alimentari, cosmetici, farmaci e altri materiali per migliorarne le proprietà o prolungarne la durata. Possono essere utilizzati per conservare i prodotti, migliorare la consistenza, il colore, il sapore o l’odore, oppure per fornire specifiche proprietà nutritive o funzionali. Gli additivi alimentari sono regolamentati da normative rigorose per garantire la sicurezza dei consumatori e spesso sono indicati con numeri E sulla confezione. Tuttavia, c’è un crescente interesse per l’uso di additivi naturali e meno sintetici, riflettendo una maggiore attenzione verso prodotti più naturali e sostenibili.
Nuove evidenze scientifiche suggeriscono un legame tra i dolcificanti artificiali senza calorie e il controllo della glicemia.
Un test di Altroconsumo ha evidenziato come spesso i burger vegetali contengano additivi e sale in quantità elevate, rivelandosi cibi ultra-processati.
Da una ricerca francese sono stai pubblicati due studi che evidenziano l’associazione tra un maggiore consumo di conservanti e un aumento del rischio di cancro e diabete di tipo 2.
Un nuovo regolamento della Commissione europea riduce i limiti consentiti sull’utilizzo di nitriti e nitrati nei prodotti alimentari.
Lo rivela uno studio che ha analizzato il consumo di cibi ultra-trasformati e lo stato di salute di 450mila europei.
Secondo uno studio, un consumo aumentato di cibi ultra-processati aumenta il rischio di malattie neurodegenerative. Il dottor Attilio Speciani ci spiega come evitarli.
Considerati i rischi per la salute derivanti dall’esposizione a nitriti e nitrati, l’Agenzia per la sicurezza alimentare francese suggerisce come ridurne l’assunzione, a partire dai salumi.
La decisione degli Stati membri arriva dopo il parere negativo dell’Efsa sulla sicurezza del colorante E171 usato nell’industria alimentare.
Secondo gli scienziati, per il biossido di titanio, colorante dalla sigla E171, non è possibile stabilire una dose di assunzione che non comporti rischi.
Una commissione d’inchiesta del Parlamento francese ha prodotto una relazione per spiegare i problemi legati ai cibi ultra-processati, proponendo soluzioni per ridurre gli additivi e ottenere etichette più trasparenti.