Cosa dice il Protocollo di Milano
6 anni di lavoro. 12 mesi di confronto tra centinaia di esperti. Oltre 50 organizzazioni e istituzioni lo hanno sostenuto. 8 gli articoli di cui è composto.
6 anni di lavoro. 12 mesi di confronto tra centinaia di esperti. Oltre 50 organizzazioni e istituzioni lo hanno sostenuto. 8 gli articoli di cui è composto.
Il 3 e 4 dicembre, a Milano, presso l’Università Bocconi si è tenuta la sesta edizione del forum internazionale su alimentazione e nutrizione del Barilla Center for Food and Nutrition, durante la quale è stato presentato il Protocollo di Milano, un accordo internazionale per affrontare il tema della sostenibilità del sistema alimentare. © Paula Bronstein/Getty
Una carta d’intenti per fornire soluzioni alle tre grandi sfide di questo secolo. Agricoltura sostenibile, lotta alla fame e alla malnutrizione, e lotta allo spreco alimentare. Senza questi obiettivi non c’è futuro.
I giganti del settore hi-tech come Google, Innovation Endeavors e Robotica 3D si impegnano a fornire apporto tecnologico all’agricoltura.
La cioccolata, il caffè, il pesce, alcuni tipi di frutta, il vino, i legumi e il mais saranno solo alcuni dei cibi che presto rimpiangeremo. Lo stile di vita dell’uomo sta distruggendo il pianeta rendendo arida la terra che ci nutre. Adattarsi mangiando nuovi alimenti o quelli di tradizioni culinarie differenti non può essere la
Il ministro dell’Ambiente ha chiesto di ridurre l’utilizzo di tosaerba per salvaguardare l’habitat degli insetti impollinatori.
Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) “Lo stato sull’insicurezza alimentare nel mondo” (State of food insecurity in the World – Sofi 2014), sul pianeta le persone che soffrono la fame sarebbero diminuite di almeno 100 milioni di unità negli ultimi dieci anni e di oltre 200 milioni dal 1990-92.
Dal 5 al 20 luglio, grazie all’iniziativa lanciata da Wwf e Auchan potrai contribuire a salvare il pianeta inviando la tua ricetta “antispreco”.
Peter Menzel e Faith D’Aluisi, marito e moglie, hanno viaggiato in tutto il globo documentando le abitudini a tavola di persone di tutti i ceti sociali, in Paesi diversi, immortalandole in compagnia del loro pasto abituale. Il viaggio è diventato un libro fotografico dal titolo What I eat – Around the World in 80 diets,
Educazione alimentare, rimozione dei grassi idrogenati dai cibi e dalle bevande entro cinque anni, spot proibiti per evitare l’esposizione dei bambini, tassazione su misura per scoraggiare i consumi e, infine, etichette che mostrino i danni del cibo spazzatura per la salute. Due delle maggiori associazioni mondiali, Consumer International e World Obesity Federation, ritengono che l’epidemia di