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I giganti del settore hi-tech come Google, Innovation Endeavors e Robotica 3D si impegnano a fornire apporto tecnologico all’agricoltura.
L’alimentazione è il più basilare dei bisogni primari dell’umanità, eppure il settore alimentare è in difficoltà ed entro il 2050 sarà necessario aumentare la produzione del 70 per cento per soddisfare la crescente richiesta mondiale. Per far fronte a questa emergenza Google, insieme a Lab IX e Innovation Endeavors, ha lanciato il progetto Farm2050.
L’idea è quella di utilizzare le risorse tecnologiche per incrementare e migliorare la produzione di cibo appoggiando dal punto di vista economico e progettuale le startup che riescono a coniugare agricoltura e tecnologia. Oltre all’azienda californiana il progetto vede coinvolti altri grandi nomi del settore hi-tech come DuPont, Agco, Utc Sensitech e Robotica 3D. Lo scopo dell’iniziativa è quello di fornire gli strumenti necessari affinché anche un settore di primaria importanza come l’agricoltura possa progredire attraverso l’utilizzo degli ultimi ritrovati tecnologici.
“Nel settore hi-tech il 90 per cento degli imprenditori affronta solo il 10 per cento dei problemi, l’agricoltura è sempre stata davvero svantaggiata – ha dichiarato Dror Berman, amministratore delegato di Innovation Endeavors – questo è un vero peccato perché è possibile costruire tante aziende tecnologiche in grado di aiutare il pianeta”. Le aziende hi-tech coinvolte nel progetto offriranno alle piccole imprese l’opportunità di sviluppare nuove iniziative attraverso la fornitura di finanziamenti, consulenza, marketing, assistenza logistica e, non ultima, grazie alla loro esperienza per accelerare lo sviluppo di un’agricoltura digitale.
“Molte aziende creano spesso incubatori o startup di fondi, quando in realtà è il loro know-how che potrebbe aiutare di più – ha affermato Dror Berman – Farm2050 intende valorizzare tali risorse, portare menti nuove e innovative che siano in grado regalare un vero supporto tecnologico alle forme di agricoltura”. L’incontro di due universi apparentemente antitetici, quello rurale e quello tecnologico, potrebbe essere la soluzione all’insicurezza alimentare che già affligge il pianeta e che peggiorerà nei prossimi decenni.
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