Tao, visione da occidentali

Mentre gli occidentali considerano Yin-Yang una dualità assoluta, il simbolo che rappresenta tutto ciò, il Tao, esprime l’unità e i poli, le loro qualità differenti.

di Flavio Alterisi

Mentre gli occidentali, con la loro mente logica e separativa, considerano Yin e Yang una dualità assoluta (l’uomo è solo Yang e la donna è solo Yin), questa apparente opposizione per i cinesi è solo relativa. Anzi, non opposizione ma complementarietà.

Ogni aspetto Yang è tale solo perché è in rapporto al suo corrispondente Yin, e viceversa.

Ma lo stesso Yang può essere ritenuto Yin in rapporto a uno Yang più potente o grande; e lo stesso Yin può essere ritenuto Yang se in rapporto a una realtà più piccola, più ricettiva o meno potente. Qualità che sono – pragmatismo cinese! – proporzioni di energia; diverse proporzioni che originano diverse
qualità.

Tempi e luoghi diversi, però, originano diverse proporzioni che ovviamente determinano diverse qualità. Sia nella natura che nei rapporti; sia per esistere sia per far guarire.

Ma poiché i tempi e i luoghi possono modificarsi, anche le qualità si modificano. E se i tempi (giorno-notte) si alternano periodicamente, anche le qualità si alternano. Cioè ruotano. Tutto, quindi, ruota.

Il simbolo che rappresenta tutto ciò, il Tao, esprime l’unità e i poli, le loro qualità diverse, le diverse proporzioni nei singoli momenti. Ed esprime
anche un implicito, ma evidente, moto rotatorio che – nel tempo e nello spazio – fa alternare e mutare la qualità delle energie.

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