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La struttura fondamentale della filosofia cinese – e lo strumento base della sua civiltà – è la scienza intuitiva che si sviluppa come etica e come politica
La struttura fondamentale della filosofia cinese – e lo strumento
base della sua civiltà – è la scienza intuitiva. Una
scienza che si sviluppa come cosmogonia, come etica e come
politica:
Il sistema cosmogonico è perciò il sistema portante
della politica, della filosofia, della psicologia e di tutta la
cultura cinese.
La realtà è vista come un continuo mutamento, una
perenne trasformazione di un’unica, eterna energia (Li) ed
Esistenza (Tao). Ne consegue che non può esservi nessuna
teoria della creazione del mondo e degli esseri. E nemmeno la
“Rivelazione” di un dio personale.
Ovviamente, se non c’è origine, non c’è nemmeno fine,
ma c’è vita e culto degli antenati.
Non esiste neppure necessità di mediazione e quindi di una
casta sacerdotale: ogni essere umano è officiante verso la
vita.
La natura e l’avvicendarsi dei fenomeni sono la realtà e
l’espressione delle leggi del Tao. Si tratta allora di conoscere le
leggi del movimento e del mutamento – la vera scienza – così
da poter dirigere e modificare, in una realtà dinamica, ogni
situazione e le sue conseguenze. Come? Intuizioni, attraverso le
divinazioni.
Perciò imperano le regole del comportamento in armonia con
la natura, ovvero con la legge. Ecco l’etica (Te), e la
virtù degli esseri umani, che si basa sull’osservanza di
ciò che vuole il Tao. L’imperatore ne ha l’intuizione; e
dispone le sue leggi in armonia con il Cielo, ponendo i cardini
della società.
Per tutti. Per millenni.
Flavio Alterisi
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