Il capoluogo marchigiano ha vinto puntando su un futuro sostenibile. Ma ha già un presente solido, fatto di arte, commistione di culture e natura.
Il “sentiero natura” della Val Facina è un breve percorso ad anello, di circa quattro chilometri, anche per escursionisti non esperti
Sulla destra orografica del torrente Mis, la Val Falcina è
chiusa a sud-ovest dalle pareti dolomitiche del Monte Pizzocco e
sbocca nel lago artificiale del Mis.
Il “sentiero natura” della Val Facina è un breve percorso ad
anello, di circa quattro chilometri, che consente, anche ad
escursionisti non esperti, di immergersi in ambienti dal fascino
selvaggio e dall’indubbio interesse naturalistico.
Per accedervi dalla valle del Piave si percorre la strada
provinciale n.2 della Valle del Mis: dopo alcune gallerie si giunge
in breve al ponte che attraversa il torrente Falcina, dove ha
inizio il sentiero.
Appena oltre, presso il Pian della Falcina, è possibile
lasciare l’auto.
I pannelli collocati ai margini del tracciato riportano
informazioni geologiche, botaniche e faunistiche che rendono la
passeggiata una bella occasione per approfondire la conoscenza
della natura di questi luoghi.
Durata media del trekking (escluse le soste): 1 ora e 20
minuti.
Dal punto di partenza di Pian Falcina si procede verso Col de la
Feda. Seguendo la direzione ovest dopo circa un quarto d’ora si
raggiunge un punto panoramico (Casera Scalada) dal quale si
può ammirare il torrente Falcina nel suo scorrere. Da
lì ci si dirige in drezione sud-ovest verso la Val dei Burt
a incrociare l’omonimo torrente; ancora una breve marcia di cinque
minuti e si arriva al bosco dei carbonai dove si può fare
una breve sosta prima di riprendere il cammino in direzione sud-est
fino alla faggeta. Da qui una camminata di circa mezz’ora in
direzione est ci porterà alla Val de le Pelade, si
attraverserà il ponte sul Mis per tornare al punto di
partenza di Pian Falcina.
Flora e vegetazione
La zona è importante soprattutto per la presenza di
entità floristiche a diffusione orientale (Pino nero,
Ambretta di Ressmann, Campanula della Carnia, Euforbia di Kerner),
alcune delle quali trovano proprio qui il limite occidentale del
proprio areale. I tipi di vegetazione forestale che si incontrano
più frequentemente lungo il percorso sono la faggeta
submontana con carpino nero, la boscaglia di forra, e le formazioni
a pino nero dei versanti più aridi. Da segnalare
l’interessante e molto diffusa vegetazione delle rupi umide,
dominata dalla Spirea cuneata, endemismo veneto-friulano.
Fauna
Gran parte dell’itinerario si sviluppa attraverso cedui di
latifoglie, che offrono ospitalità a molte specie animali,
fra cui numerosissimi uccelli passeriformi. Se si è
fortunati, attenti e silenziosi, si può osservare il
camoscio o vedere altre specie più rare: l’aquila reale, il
picchio nero, la vipera, la volpe. La presenza del lago
contribuisce ad aumentare la diversità faunistica dell’area:
il rospo comune e la rana montana, la natrice dal collare e, fra
gli uccelli, la rondine montana, i germani reali e la ballerina
gialla.
Indirizzi utili
Ente Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Piazzale Zancanaro, 1
32032 Feltre (Bl)
Tel: 0439 3328
www.dolomitipark.it
E-mail: [email protected]
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Il capoluogo marchigiano ha vinto puntando su un futuro sostenibile. Ma ha già un presente solido, fatto di arte, commistione di culture e natura.
Previsto per il 18 marzo l’annuncio della vincitrice: è sfida tra capoluoghi di provincia e piccoli borghi. Cosa vuol dire essere Capitale della cultura.
Il report Nevediversa 2026 di Legambiente registra 273 impianti sciistici dismessi e raccoglie in un manifesto le proposte per il futuro del turismo montano invernale.
Da Verona a Taormina, da Bosa in Sardegna a Ravello che domina la Costiera Amalfitana: piccola guida a un turismo consapevole e lento.
Cortina si è posta l’obiettivo di diventare una meta turistica accessibile a tutti e inclusiva, oltre le Olimpiadi. Dall’impegno della comunità, è nata una guida pratica alla città.
Alla Bit 2026 la sostenibilità diventa da settore a chiave trasversale del viaggio, dai contenuti alla mobilità, per generare valore lungo l’intero percorso.
Un viaggio nei 100 siti culturali racchiusi nel territorio di 4 comuni della Ciociaria, nel basso Lazio, che uniscono le forze per un obiettivo comune.
Nasce la nostra newsletter dedicata alla mobilità e al turismo sostenibile. Perché ogni viaggio può davvero cambiare il mondo.
Roma mette a pagamento una delle sue principali attrazioni, troppo affollata: l’ultimo caso dopo Venezia, le Cinque Terre, Portofino, Costiera Amalfitana. Sarà abbastanza?