Sono entrate in vigore le nuove regole europee: frontiere esterne sigillate, controlli più rigidi, un meccanismo di solidarietà non vincolante tra Paesi.
Le circolari, approvate in Tunisia nel 1973, che impedivano alle donne di sposare uomini non musulmani sono state cancellate dall’ordinamento.
Per le donne che vivono in Tunisia si tratta di una nuova importante conquista, dopo l’approvazione della legge volta a combattere le violenze di genere e raggiungere la parità dei sessi. Le norme che finora impedivano loro di sposare persone di religione non musulmana sono state finalmente abolite, sancendo la libertà di scegliere il proprio marito anche tra coloro che non credono in Allah.
Numerose organizzazioni della società civile avevano lanciato una campagna nei mesi scorsi per chiedere l’abolizione delle circolari che sancivano il divieto. Una denuncia era stata anche depositata presso un tribunale. Le regole risalivano al 1973 e secondo quanto affermato in un comunicato dal Collettivo per le libertà individuali, che si batte per i diritti umani in Tunisia, “rappresentavano una disciplina discriminatoria, nonché contraria alla Costituzione ed in aperta violazione del diritto fondamentale, riconosciuto a tutti gli esseri umani, di poter scegliere il proprio partner”.
Nello scorso mese di agosto, il presidente tunisino Béji Caïd Essebsi aveva annunciato la richiesta al governo di ritirare la legge. Ora la battaglia dei militanti potrebbe spostarsi su altri fronti: a cominciare dalla regola che consente alle donne di ereditare la metà di quanto concesso agli uomini.
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