La risoluzione Onu non ha carattere vincolante ma può aprire la strada a scuse pubbliche e risarcimenti. Gli Usa hanno votato contro, l’Italia si è astenuta.
Le circolari, approvate in Tunisia nel 1973, che impedivano alle donne di sposare uomini non musulmani sono state cancellate dall’ordinamento.
Per le donne che vivono in Tunisia si tratta di una nuova importante conquista, dopo l’approvazione della legge volta a combattere le violenze di genere e raggiungere la parità dei sessi. Le norme che finora impedivano loro di sposare persone di religione non musulmana sono state finalmente abolite, sancendo la libertà di scegliere il proprio marito anche tra coloro che non credono in Allah.
Numerose organizzazioni della società civile avevano lanciato una campagna nei mesi scorsi per chiedere l’abolizione delle circolari che sancivano il divieto. Una denuncia era stata anche depositata presso un tribunale. Le regole risalivano al 1973 e secondo quanto affermato in un comunicato dal Collettivo per le libertà individuali, che si batte per i diritti umani in Tunisia, “rappresentavano una disciplina discriminatoria, nonché contraria alla Costituzione ed in aperta violazione del diritto fondamentale, riconosciuto a tutti gli esseri umani, di poter scegliere il proprio partner”.
Nello scorso mese di agosto, il presidente tunisino Béji Caïd Essebsi aveva annunciato la richiesta al governo di ritirare la legge. Ora la battaglia dei militanti potrebbe spostarsi su altri fronti: a cominciare dalla regola che consente alle donne di ereditare la metà di quanto concesso agli uomini.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
La risoluzione Onu non ha carattere vincolante ma può aprire la strada a scuse pubbliche e risarcimenti. Gli Usa hanno votato contro, l’Italia si è astenuta.
I bombardamenti israeliani sul Libano hanno già causato oltre 900 morti e un milione di sfollati. Israele vuole replicare quanto fatto nella Striscia di Gaza?
Impianti di desalinizzazione, vulnerabilità ambientale, intrecci finanziari: cosa c’entra l’acqua con la guerra in Medio Oriente.
Negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno aumentato la pressione economica su Cuba. La situazione è una crisi umanitaria drammatica.
Il conflitto nel Golfo minaccia una delle infrastrutture energetiche più importanti, con effetti su mercati, commercio e sicurezza energetica globale. Qual è la storia, chi sono gli attori e le possibili conseguenze.
Nell’opulenta Dubai, vip, influencer e ultra-ricchi fuggono in massa dalla guerra. Lasciando cani legati a lampioni e gatti in gabbie per strada.
Mentre la conta dei danni civili e ambientali dell’offensiva degli scorsi anni non è ancora terminata, Israele ha ripreso a bombardare il Libano.
Un giudice del Dakota del Nord ha condannato Greenpeace a pagare 345 milioni di dollari alla società che ha costruito l’oleodotto Dakota Acces Pipeline.
Usa e Israele stanno bombardando l’Iran, che ha risposto con missili e droni contro i paesi del golfo e fino a Cipro. Quanto durerà la guerra e che effetti avrà?