Una chiave per comprendere yin e yang

È quanto viene splendidamente espresso dai due ideogrammi di yin e yang: il lato in ombra della montagna è Yin e quello al sole è Yang.

di Franco Bottalo

Yin e yang, complementarietà e opposizione

Tutto nell’universo si presenta come contrapposizione di due metà che, al tempo stesso, tendono l’una verso l’altra, così come il polo positivo di una calamita è attratto dal polo negativo, o come l’uomo è attratto dalla donna: da un lato sono chiaramente contrapposti e dall’altro inevitabilmente attratti.

Di solito è più facile, per la nostra mentalità, cogliere l’aspetto della contrapposizione che non quello della complementarietà, poiché siamo più abituati a dividere che non a unire: o è bianco o è nero, o è buono o è cattivo.

Dobbiamo invece provare a pensare in questo modo: proprio in quanto una cosa si manifesta come bianca, è perché già possiede in sé del nero (che pur non manifesta, ma conosce); dall’esterno, inoltre, è possibile coglierne la differenza, proprio perché entrambe le categorie, del bianco e del nero, sono in qualche modo già presenti in noi.

Relatività

È quanto viene splendidamente espresso dai due ideogrammi di Yin e Yang: il lato in ombra della montagna è Yin e quello al sole è Yang, ma il movimento del sole fa sì che ciò che al mattino era Yang, al pomeriggio divenga Yin. Qualcosa non è Yin o Yang in senso assoluto, ma solo rispetto a qualcos’altro a cui viene comparato. Diciamo, ad esempio, che l’uomo è Yang rispetto alla donna, che sarà quindi Yin; ma l’uomo anziano è Yin rispetto a quello giovane, poiché quest’ultimo è pieno di forza e di energie vitali e l’anziano, al contrario, fatica a muoversi ed è più portato alla meditazione che all’azione.

Esistono due aspetti della relatività:

  • Ogni fenomeno è definito Yin o Yang solo in rapporto a un altro che vi si contrappone.
  • Ogni fenomeno che abbiamo definito Yin o Yang può, a sua volta, essere diviso in una componente Yin e una Yang.

Trasformazione

Yin e Yang si compenetrano e si generano l’un l’altro continuamente, in un processo senza sosta di continua trasformazione. Lo Yang si muove verso lo Yin, proprio per il fatto che, al suo interno, contiene anche lo Yin.

Uomo e donna si attraggono a vicenda poiché in ognuno è nascosto qualcosa dell’altro, una “qualità” femminile nell’uomo e una “maschile” nella donna: l’uomo è, ad esempio, attratto dalle qualità interiori tipicamente femminili, come grazia e dolcezza, così come la donna spesso ne idealizza il coraggio e il vigore.

Ma, se l’uomo è yang, o forte, vigoroso, nel corpo, cioè esternamente, la donna lo è interioremente, e via dicendo. E la donna è attratta da questa qualità dell’uomo, proprio perché vi riconosce qualcosa di suo, perché sente vibrare in lui un ‘quid’ che risuona, anche se in modo più nascosto, anche dentro di lei. E, desiderandola e incontrandola, si muove verso l’unione. Il compimento di questo singolare incontro porta a trascendere la propria individualità in vista di una superiore armonia e a recuperare quell’unità originaria – che non è né maschile né femminile – che abbiamo perso venendo al mondo e assumendo una forma, calandoci così nella separatezza e nella dualità.

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