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Questo è quanto rimane di quella che un tempo veniva definita la Great Sioux Reservation e che comprendeva l’intero Sud Dakota a ovest del fiume Missouri
Questo è quanto rimane di quella che un tempo veniva
definita la Great Sioux Reservation e che comprendeva l’intero Sud
Dakota a ovest del fiume Missouri. Niente, rispetto ai territori
originariamente abitati dai Sioux. Tantissimo a paragone con le
terre che furono loro assegnate dopo i numerosi trattati generati
dalla corsa all’oro che erosero sempre più le riserve sino a
ridurle, nel 1889, ai confini attuali.
Di queste, una delle più grandi è la Riserva di Pine
Ridge con due milioni e ottocentomila acri di terra suddivisa in 9
distretti: Eagle Nest, LaCreek, Medicine Root, Pass Creek, Pine
Ridge, Porcupine, Wakpamni, White Clay, Wounded Knee.
Pine Ridge è abitata oggi da circa 20.800 Oglala, una delle
7 bande che compongono il Consiglio dei 7 Fuochi Lakota, l’Oceti
Sakowin.
A fianco della forma di governo tradizionale che guida il popolo da
tempo immemorabile, esiste un governo ufficiale riconosciuto dagli
Stati Uniti che opera secondo una costituzione simile a quella
americana, entrata in vigore nelle riserve indiane dal 1934 con
l’Indian Reorganization Act. Il governo è composto da un
Presidente, un Vice Presidente, 5 membri esecutivi e un Consiglio
Tribale di 16 membri che hanno mandato di 4 anni.
L’economia della riserva è fondamentalmente basata
sull’allevamento di bestiame, sul turismo, sui proventi del Prairie
Winds Casino gestito dal Consiglio Tribale. Il tasso di
disoccupazione è circa del 45%.
Le attività sociali, oggi come ieri, sono costituite da
rodei, gare e pow-wow che vengono celebrati nei mesi estivi o per
onorare chi ha compiuto qualcosa di importante nella vita come
laurearsi o entrare nell’esercito.
I Lakota ancora oggi praticano le loro cerimonie sacre tradizionali
che comprendono i sette riti donati loro dalla Donna di Bisonte
Bianco e continuano a credere nell’importanza della tradizione
orale che viene tutt’ora tramandata di padre in figlio.
Così come credono che la nazione di domani sia nelle mani
dei loro bambini
E che questi sapranno guidarla nel ventunesimo secolo con orgoglio
e fierezza.
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