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Usato è più bello, più green (e sempre più diffuso): ecco perché

Chi compra risparmia, chi vende guadagna: il second hand vale l’1,2 per cento del Pil. Ed è tra i comportamenti più sostenibili per l’ambiente: solo in Italia nel 2017 sono state risparmiate 4,5 milioni di tonnellate di CO2.

Perché comprare un oggetto nuovo quando potremmo risparmiare acquistandone uno usato con la stessa funzione? Nell’era del digitale, della condivisione, dello scambio, della we-economy, anche il riuso torna di moda. Tanto che, secondo la quarta edizione dell’Osservatorio Second Hand Economy condotto da Doxa* per Subito, piattaforma online per la compravendita di seconda mano, il valore dell’economia dell’usato è di 21 miliardi di euro, ovvero l’1,2 per cento del Pil italiano. Un mercato che negli ultimi anni è cresciuto in modo costante (nel 2016 il volume d’affari era di 19 miliardi) grazie soprattuto al forte traino della compravendita online che oggi rappresenta il 44 per cento (9,3 miliardi) del totale (con una crescita del 31 per cento sul 2016). Se il 48 per cento degli italiani ha comprato e/o venduto usato nel 2017, il 42 per cento l’ha fatto online. Perché è più semplice e più veloce.

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Il mercato dell’usato vale 21 miliardi, 9 dei quali derivano dalla compravendita online ©Ingimage

Perché si compra e si vende l’usato

La possibilità di fare un buon affare e di risparmiare è quello che spinge maggiormente le persone a comprare l’usato (70 per cento), seguita da quella di trovare pezzi unici, d’antiquariato o non più in commercio (35 per cento) e da quella di conquistare l’oggetto perfetto per le proprie necessità e passioni (10 per cento). Entrando invece nel merito delle ragioni che spingono la vendita, il primo driver è la voglia di liberarsi del superfluo (55 per cento), seguito dalla possibilità di comprare altri oggetti nuovi o usati (21 per cento) e da quella di guadagnare (19 per cento).

Cosa si compra/vende di più (e quanto si guadagna)

Ma cosa comprano/vendono le persone sul mercato dell’usato? Le categorie più importanti in termini di valore, unendo offline e online, sono i motori (15 miliardi di euro), seguiti da Casa&Persona (3,6 miliardi) e Elettronica (1,3 miliardi). Si comprano soprattutto arredamento e casalinghi, seguiti da auto e libri. Si vendono invece auto, attrezzature sportive e telefonia. Se ci state pensando, sappiate che dalla vendita di seconda mano online si guadagnano mediamente 1.030 euro (+22 per cento rispetto all 2016), soldi che gli italiani mettono a disposizione dell’economia domestica (40 per cento), che utilizzano per acquistare un modello più recente della stessa categoria di prodotto (25 per cento), per un oggetto usato della stessa categoria o di altre (19 per cento) o per un oggetto nuovo (16 per cento).

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Le auto sono il bene che genera più valore nel mercato dell’usato ©Ingimage

Chi riusa e dove

“La second hand è oggi un vero e proprio state of mind integrato perfettamente nelle abitudini di consumo e di vita delle persone, in grado di rappresentare valori ed esigenze di una generazione dinamica e consapevole in crescita nel nostro Paese”, spiega Melany Libraro, CEO di Schibsted Italy (Subito, InfoJobs e Pagomeno). “Penso in particolare ai Millennials per cui ciò che guida la scelta è l’oggetto in sé, nuovo o usato poco importa”. Se per età anagrafica sono infatti gli appartenenti alla Generazione Y i più attivi nella compravendita di seconda mano rispetto alla media della popolazione (59 per cento vs 48 cento), considerando invece la geografia, è la Lombardia la prima regione assoluta con 3,4 miliardi di euro di valore generato, seguita dalla Toscana (2,8 miliardi), dall’Emilia Romagna (2,3 miliardi) e dalla Sicilia (1,5 miliardi). Il podio cambia se consideriamo il guadagno medio pro capite per i venditori: prima la Toscana con 1.802 euro, seconda la Lombardia con 1.289 euro, terza la Sicilia con 1.090 euro.

Gli effetti della seconda mano

Comprare e vendere usato non produce effetti positivi solo sull’economia di casa: il consumo circolare ha diverse conseguenze positive per l’ambiente ed è al 4° posto dei comportamenti sostenibili più diffusi, subito dopo la raccolta differenziata (93 per cento), l’acquisto di lampadine a Led (75 per cento) e prodotti a km 0 (56 per cento). Tutto quello che non viene comprato nuovo, ma anzi viene riparato, riusato, riciclato, riduce lo sfruttamento delle risorse naturali e la produzione di rifiuti. Ne sono consapevoli gli italiani, che, sempre secondo il rapporto, sono attenti alla questione ambientale e cercano di favorire il riutilizzo (66 per cento) o di dare una seconda vita (60 per cento) agli oggetti.
Nel 48 per cento dei casi il bene viene salvato dalla discarica e usato dal suo nuovo proprietario fino ad essere consumato, nel 26 per cento viene collezionato e conservato, nel 15 per cento viene regalato quando non più utile, e nell’11 per cento delle situazioni viene rivenduto.

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Sono i Millennials i più attivi della popolazione nel mercato dell’usato online ©Ingimage

Il risparmio di CO2

E tutto questo ha effetti anche sulle emissioni poiché acquistare un oggetto usato significa eliminare la CO2 e il consumo di nuovi materiali derivanti dalla produzione di un oggetto nuovo o dalla dismissione dello stesso usato. Schibsted (a capo di Subito) con l’Istituto Svedese di Ricerca Ambientale (IVL) ha analizzato per il terzo anno consecutivo l’impatto dell’economia dell’usato, dimostrandone l’effetto positivo sul nostro Pianeta. Soltanto in Italia gli utenti di Subito hanno risparmiato nel 2017 4,5 milioni di tonnellate di CO2, pari a 4,4 milioni di voli a/r Roma-New York o a 12 mesi senza traffico nella città di Roma. Sono state risparmiate anche 245.927 tonnellate di plastica, con cui si potrebbero produrre 4,6 miliardi di bottigliette PET da 2 litri. Nei 10 paesi in cui Schibsted è presente (Italia ma anche Francia, Spagna, Norvegia, Finlandia, Svezia, Ungheria, Marocco, Brasile e Messico), il risparmio totale di CO2 relativo allo scorso anno è stato pari a 21,5 milioni di tonnellate.

Regioni e province più virtuose

Potete scoprire quanto si risparmia in CO2 per gli oggetti più comprati e venduti, sulla piattaforma dedicata, sviluppata da Subito: la compravendita di un’auto usata ad esempio permette di risparmiare 5,6 tonnellate di CO2 , un computer portatile 270kg, un divano 250kg, un passeggino 220kg, una bici 69kg, un paio di jeans 33kg. Il sito raccoglie anche le regioni d’Italia in cui sono state risparmiate più tonnellate di anidride carbonica. Prima tra tutte c’è la Campania con 709.279 tonnellate di CO 2 risparmiate, ovvero il 15,8% del totale. Sul secondo gradino del podio troviamo la Lombardia con 654.540 tonnellate (14,6%) e al terzo il Lazio con 437.898 (9,8%). Anche a livello di province la Campania si conferma la più green grazie al primo posto di Napoli, che ha risparmiato 516.776 tonnellate di CO2 . Seguono Roma con 345.856, Milano con 228.124, Torino con 213.419 e infine Bologna con 161.389.

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Nel 2017 con l’usato, in Italia, si sono risparmiate 4,5 milioni di tonnellate di CO2 ©Getty Images

Usato sempre più smart

Le stime prevedono un’ulteriore evoluzione in positivo dell’economia dell’usato che per il 75 per cento è destinata a crescere ancora nei prossimi 5 anni. Questa percezione nasce in primis dalla sua capacità di essere uno strumento di risparmio (49 per cento), in secondo luogo una scelta sempre più ecologica e sostenibile (45 per cento), ma anche distintiva e smart (29 per cento), oltre a rendere i consumi accessibili a più persone (21 per cento) e trasformarsi in un canale di acquisto tra gli altri possibili (16 per cento). “In Subito siamo impegnati ogni giorno a offrire la migliore esperienza di compravendita in linea con le tendenze in atto grazie a innovazione, varietà degli annunci e capillarità sul territorio, tre asset strategici che ci permettono di guidare il mercato con l’80 per cento di market share. La nostra piattaforma è sempre più un luogo di socialità dove lungo il ciclo di compravendita si trasmettono anche passioni e storie”, ha concluso Melany Libraro.

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