Covid-19

L’Italia e l’Europa hanno somministrato le prime dosi di vaccino contro la Covid-19

La campagna vaccinale europea è cominciata. Il luogo scelto in Italia per somministrare le prime dosi del vaccino è stato l’ospedale Spallanzani di Roma.

Il giorno del vaccino (vaccine day) è arrivato anche in Italia e nel resto d’Europa. Il 27 dicembre verrà ricordato come l’inizio della fine della pandemia da Sars-Cov-2, cominciata nel 2019, esplosa nel 2020, controllata nel 2021. La prima dose di vaccino europea contro la malattia Covid-19 è stata somministrata, però, il 26 dicembre in Germania a una donna di 101 anni che risiede presso una casa di riposo dello stato federato di Sassonia-Anhalt. Insieme a lei anche decine di altri anziani e assistenti. Altri due paesi europei hanno deciso di anticipare l’inizio della campagna vaccinale: Ungheria e Slovacchia. Nel resto d’Europa, Italia inclusa, la campagna vaccinale è cominciata domenica 27 dicembre come anticipato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Una campagna che interesserà l’intera popolazione dei 27 stati membri: oltre 450 milioni di persone.

“Oggi iniziamo a voltare pagina in un anno difficile”, ha dichiarato la presidente in un video indirizzato ai cittadini. “Il vaccino contro la Covid-19 è stato spedito a tutti i paesi dell’Unione europea”.

Il vaccino ha raggiunto lo Spallanzani

L’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma è stato il centro scelto per cominciare la campagna di vaccinazione italiana. L’istituto nazionale per le malattie infettive, infatti, è anche il luogo in cui il virus è stato diagnosticato per la prima volta in Italia. È il 29 gennaio 2020 quando una coppia di turisti cinesi provenienti dal primo focolaio mondiale – la città di Wuhan – viene ricoverata allo Spallanzani dove lottano contro il virus per 49 giorni, riuscendo a sconfiggere la malattia.

“Oggi l’Italia si risveglia. È il giorno del vaccino”, ha invece dichiarato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Questa data ci rimarrà per sempre impressa. Partiamo dagli operatori sanitari e dalle fasce più fragili per poi estendere a tutta la popolazione la possibilità di conseguire l’immunità e sconfiggere definitivamente questo virus”.

Le parole della prima vaccinata italiana

A ricevere la prima dose del vaccino contro la Covid-19, nella prima mattina di domenica 27 dicembre, sono state tre persone in staff allo Spallanzani: la direttrice del laboratorio di virologia Maria Rosaria Capobianchi, l’infermiera Claudia Alivernini e l’operatore sociosanitario Omar Altobelli.

“Per un effetto efficace sulla circolazione del virus, serve un elevato livello di copertura vaccinale, come per altre malattie, come per il morbillo o per la poliomelite”, ha dichiarato Capobianchi alla stampa dopo essere stata vaccinata. “Se non si raggiunge un livello sufficiente di protezione, i singoli vaccinati saranno protetti, ma non lo sarà la società. Io penso che l’importanza di oggi sia equiparabile al giorno in cui abbiamo isolato il virus in Italia. Per raggiungere milioni di persone, però, ci vorrà uno sforzo logistico enorme, e a questo stanno lavorando le nostre istituzioni”.

Le prime dosi di vaccino Pfizer-Biontech erano arrivate in Italia il giorno di Natale, provenienti dalla casa madre della Pfizer, nella piccola cittadina di Puurs, in Belgio. Questo è il primo vaccino approvato dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema). Della prima partita di 9.750 dosi, la quantità maggiore andrà in Lombardia con 1.620 dosi, 975 in Emilia-Romagna, 955 in Lazio, 910 in Piemonte e 875 in Veneto, attualmente la regione più colpita d’Italia.

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